12 Agosto 2021

Via Nazionale, l’addio ai sanpietrini accende lo scontro politico: “Sfregio alla città”

L’addio ai sanpietrini di via Nazionale accende gli animi. Da una parte l’amministrazione Raggi, che difende l’operazione avviata con un piano lanciato nel 2019. Dall’altra l’opposizione di centrodestra e centrosinistra, mobilitata in difesa dei blocchetti di selce, un patrimonio cittadino.
Il blitz in via Nazionale e le proteste per i sanpietrini

Ad arroventare la contrapposizione ha contribuito anche un blitz che ha visto il parlamentare di Fratelli d’Italia Federico Mollicone, insieme al capogruppo cittadino Andrea De Priamo, varcare la soglia del cantiere di via Nazionale. Un gesto fatto per contestare, davanti le telecamere, la scelta dell’amministrazione pentastellata di procedere alla rimozione dei sanpietrini. Come avvenuto già in via IV Novembre dove, al posto dei blocchetti di selce, rimasti solo ai lati del marciapiede, è arrivato un tappetino di asfalto.
Il piano sanpietrini è un progetto condiviso

“Hanno gridato allo scandalo perché a via Nazionale si stanno togliendo i sanpietrini, quando questo lavoro è frutto di un tavolo di confronto al quale si sono seduti tutti gli enti preposti, compresa la Soprintendenza di Stato e la Sovrintendenza Capitolina, che hanno dato il loro assenso. Lavoro questo, peraltro, fortemente richiesto dalla cittadinanza” ha obiettato il consigliere comunale Roberto di Palma (M5s) che ha rivendicato la scelta dell’amministrazione di “togliere i sanpietrini dalle strade ad alto scorrimento , anche per ragioni di sicurezza, per metterli nelle zone pedonali e a basso scorrimento”.
Lo sfregio alla città e le difficoltà dei commercianti

Ha parlato invece d’ “ennesimo sfregio alla città storica” il deputato Fabio Rampelli (FdI) che ha contestato anche l’apertura dei cantieri ad agosto “senza preavviso e senza concertazione con le attività”. Cantieri che “proseguiranno per mesi” e così facendo “daranno il colpo finale ai negozi già agonizzanti”. Rampelli, vicepresidente della Camera, è entrato anche nel merito della scelta, contestando il ricorso all’asfalto che è “addirittura peggiore (dei sanpietrini ndr) perché ha bisogno di maggiore manutenzione e rifacimenti perenni”, “aumenta lo smog e la temperatura che diventa incandescente“. Per Rampelli invece andava fatta un’altra operazione, votata a risolvere “il problema di fondo“, il traffico su via Nazionale, che “doveva essere completamente ripensato con la sostituzione dei mezzi pesanti”.
I dubbi di Gualtieri

Ma l’eliminazione dei sanpietrini non ha alimentato solo la contrapposizione tra M5s e centrodestra. Anche Roberto Gualtieri, il candidato sindaco di centrosinistra, ha contestato l’intervento. Secondo Gualtieri è indice dell “ansia cantieristica pre-elettorale” che porta la giunta a “procedere senza criterio, senza oltretutto, alcuna condivisione con i commercianti di questa importante via del centro di Roma”. In aggiunta, il candidato di centrosinistra ha affermato che, “non avendo condiviso il progetto, non è affatto chiaro se questo rifacimento preveda anche lo spostamento dei sottoservizi, necessario per predisporre il passaggio del tram TVA da realizzare per il Giubileo del 2025. Se così non fosse, questi lavori sarebbero completamente inutili perché andrebbero rifatti”.
La reazione del M5s

Le obiezioni di Gualtieri, soprattutto sul fronte della mancata trasparenza, hanno ottenuto la replica dell’assessora ai lavori pubblici Linda Meleo. “C’è una cosa che si chiama Piano Sanpietrini, un tavolo mai fatto prima e che ha visto seduti insieme Comune, sovrintendenze di stato e capitolina, tecnici, esperti e tanti altri enti” ha replicato l’assessora capitolina che ha sottolienato la soddisfazione dei cittadini che “ci stanno ringraziando per aver finalmente tolto i sanpietrini da questa strada molto trafficata”. Per quanto riguarda invece lo spreco di risorse adombrato da Gualtieri, Meleo ha tagliato corto, “Come al solito il PD rosica”, perchè “i lavori non interferiranno con quelli per il tram Tva per il Giubileo del 2025. Come al solito il PD rosica”.

Ritirare il riconoscimento dell’Unesco

Intanto nella querelle è entrato anche il Codacons. “I sampietrini fanno parte del patrimonio storico del centro, e la loro eliminazione rappresenta una mutilazione ad un simbolo della città conosciuto in tutto il mondo” ha ricordato Carlo Rienzi, presidente dell’associazione dei consumatori. Il Codacons, ha fatto sapere Rienzi, ha deciso anche d’interessare l’UNESCO perchè, “alla luce dell’ultima incomprensibile decisione della Raggi e dello stato pietoso in cui versa il centro storico di Roma, le cui bellezze culturali e archeologiche sono offuscate dal degrado e dall’incuria che le circonda, sia ritirato il riconoscimento ‘Patrimonio dell’Umanità’ concesso alla capitale”.

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