Via lo sconto Ires Colpo al volontariato
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fonte:
- La Nazione
ROMA C’ È CHI L’ HA DEFINITA una «carneficina», chi un «colpo basso», chi una «coltellata alla schiena». La sostanza è però la stessa: il volontariato e il mondo del non profit escono fortemente penalizzati dalla manovra. L’ Ires passa dal 12% al 24%. Per dare un’ idea di quanti soggetti rientreranno nella nuova normativa, basta ricordare i dati Istat del censimento permanente del non profit 2015 (reso noto nel dicembre 2017, l’ ultimo disponibile) che quantificava in oltre 330mila le associazioni facenti parte di questo variegato universo, in 780mila i dipendenti e in oltre 5 milioni e mezzo i volontari in qualche modo «censiti». Gli importi della maggiorazione ovviamente variano a seconda delle dimensioni e delle attività, ma sono per tutti cospicui. Tanto per fare un esempio, il celebre istituto Cottolengo di Torino che, da quasi duecento anni, si occupa all’ assistenza a portatori di gravi handicap, passerà dagli attuali 990mila di Ires odierna a quasi due milioni. L’ Istituto della Sacra famiglia di Roma da 350mila a 700mila, il Pio Istituto per sordomuti di Milano da 200mila a 400mila e via dicendo con tanti altri possibili casi. DAI PIÙ GRANDI e celebri ai più piccoli. Ma per tutti il carico raddoppia. Una mazzata, specie se si considera che parliamo appunto di enti non profit, che svolgono opera assistenziale, ricreativa o culturale a vario livello, che impegnano milioni di volontari e che prestano soccorso e aiuto a centinaia di migliaia di persone in tutta Italia e anche nel mondo. Una manovra, quella decisa dal governo giallo-verde che finirà per riverberarsi sulla tasche dei cittadini. «È evidente – spiega il professor Luca Pesenti, docente di Sistemi di welfare comparati alla Cattolica di Milano – che tutti i soggetti non profit prestatori di servizi, che siano di dimensioni maggiori o più piccoli, finiranno per rivalersi in qualche modo sui cittadini-utenti: la mamma che porta il bambino a giocare nella squadra di periferia vedrà aumentata la retta, chi va in una scuola parificata assisterà a un rincaro delle tasse e via dicendo». QUESTA MANOVRA, insomma, «colpisce un mondo, quello del volontariato, che costituiva una delle specificità italiane, positive – insiste Pesenti -, un mondo che spesso interveniva in sostituzione dell’ azione statale carente o assente. È un’ operazione oltre che ingiusta, profondamente miope. Non vorrei peraltro che ci sia una precisa volontà politica, diciamo di impronta statalista, di colpire tutto un universo che sfugge al controllo dello stato». È evidente che il raddoppio dell’ Ires ha scatenato le proteste delle associazioni, e non solo. I primi ad alzare la voce sono stati due giorni fa i vescovi italiani, che con il segretario della Cei Stefano Russo hanno parlato di «rischio di colpire i più deboli». Ieri hanno replicato tutte le forze politiche, ad eccezione di quella di maggioranza, oltre alle associazioni interessate e al Codacons. Per tutti è «una mazzata incredibile» e «una vergogna». Marco Lamberti.
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