1 Ottobre 2010

Via libera ai pedaggi sulle strade Anas

Dal primo maggio 2011 si pagherà il pedaggio su gran parte della rete Anas, Grande raccordo anulare di Roma compreso. La Camera ha dato infattil il via libera alla conversione in legge del decreto sui trasporti che prevede l’ accelerazione nella realizzazione degli impianti di rilevamento dei pedaggi su autostrade (in stile Telepass) su autostrade e raccordi autostradali. Un nuovo salasso per gli automobilisti, in particolare del Centro-Sud, che inizierà tra sette mesi, quando verranno installati i tralicci con telecamere su 1300 chilometri di arterie Anas. Tra queste la Salerno-Reggio Calabria, la Roma-Fiumicino, la Siena-Firenze, la Bettolle-Perugia, il Gra e le autostrade siciliane. "E’ la terza volta che il Governo in pochi mesi mette le mani nelle tasche dei pendolari che, dopo aver subito un taglio di 4 miliardi di euro al trasporto pubblico locale e dopo la bocciatura della nostra legge per l’ acquisto di 1000 treni, dal primo maggio dovranno pagare i pedaggi sul Gra, sulla Roma-Fiumicino, sulla Salerno-Reggio e su altri 1300 chilometri di autostrade Anas. E’ intollerabile questo scippo del diritto costituzionale alla mobilità fatto ai danni di milioni di italiani che, grazie all’ ennesimo pasticcio di Tremonti e Berlusconi, saranno costretti a enormi aggravi di spesa nei trasporti senza avere alternative all’ utilizzo dell’ automobile": è quanto afferma il deputato e capogruppo del Pd in commissione Trasporti alla Camera, Michele Meta, commentando l’ approvazione del decreto sui trasporti e la bocciatura dell’ emendamento del Pd che chiedeva di abrogare l’ articolo 15 della manovra economica che autorizza l’ Anas ad introdurre i nuovi pedaggi. Sul tema interviene l’ Adoc: "Il pedaggio su Gra e Roma-Fiumicino è danno grave a romani e pendolari". Commenta il presidente Carlo Pileri: "Riteniamo iniquo il provvedimento che impone il pedaggio su autostrade e raccordi autostradali come il Gra e la Roma-Fiumicino. Il Grande raccordo anulare è stato concepito come mezzo per non congestionare il caotico traffico cittadino di Roma, una città che ha enormi problemi di circolazione. Introdurre il pedaggio a distanza di 50 anni dalla nascita del Gra è estremamente grave e ingiusto verso i romani, che si ritroveranno strade intasate e nuove e più complesse difficoltà di circolazione, oltre che economicamente dannosa per tutti i pendolari e visitatori di Roma, che dovranno pagare un balzello di stampo medievale per entrare nella Capitale d’ Italia". Per l’ associazione, il pedaggio sulla Roma-Fiumicino danneggerebbe tutti, turisti, lavoratori e residenti: si calcola un danno di 600 euro l’ anno considerando una media di due viaggi al giorno per 25 giorni al mese, con il pedaggio di un euro. Adiconsum chiede che per i pendolari siano studiati misure ad hoc, quali una viacard gratuita. Commenta infatti il segretario nazionale Pietro Giordano : "Se è giusto che chi utilizza i servizi li paghi, è profondamente ingiusto che i pendolari subiscano un’ ulteriore tassazione occulta attraverso il pagamento delle tratte stradali limitrofe alle città, come il Grande raccordo anulare. Altra cosa è pagare i pedaggi per rendere dignitosi e sicure tratte autostradali come la Salerno-Reggio Calabria o la Catania-Palermo, la cui costruzione e manutenzione sono state fino ad ora finanziate anche con risorse fiscali prelevate dalle pensioni e dalle buste paga di consumatori che mai le hanno percorse, a vantaggio di chi, invece, come il trasporto su gomma, le ha utilizzate gratuitamente". Se i nuovi pedaggi voluti al Governo non rispetteranno i principi europei del "chi usa paga", i relativi provvedimenti saranno di nuovo attaccabili e, quindi, oggetto di ulteriori ricorsi in tribunale. Lo afferma il presidente del Codacons Carlo Rienzi , che aggiunge: "I cittadini italiani già pagano le infrastrutture stradali attraverso una miriade di tasse, a partire da quelle sulle retribuzioni, tasse che servono anche a finanziare tali servizi. Non è tollerabile quindi far pagare due volte i cittadini, una prima volta attraverso i tributi, la seconda volta attraverso i pedaggi. Si tratterebbe in tal caso di una duplicazione assurda di un qualcosa che si è già pagato". "Se non verrà rispettato il principio di proporzione voluto dall’ Ue in base al quale "chi usa paga", i nuovi pedaggi saranno nuovamente impugnabili".
 

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