15 Aprile 2016

VIA LAURENTINA: LAVORI INFINITI, 9 ANNI PER 9 KM DI STRADA, E’ LA SALERNO-REGGIO CALABRIA DEL LAZIO

VIA LAURENTINA: LAVORI INFINITI, 9 ANNI PER 9 KM DI STRADA, E’ LA SALERNO-REGGIO CALABRIA DEL LAZIO

E
INTANTO L’ARTERIA FA REGISTRARE NUMERI RECORD TRA MORTI E FERITI GRAVI.
CODACONS SI RIVOLGE ALLA PROCURA: INDAGARE SU RITARDI E SICUREZZA

La Via Laurentina è diventata a tutti gli effetti la Salerno-Reggio Calabria del Lazio e dell’intero centro-Italia. Come riporta una inchiesta pubblicata oggi dal sito Affaritaliani.it, il cantiere per il raddoppio della via Laurentina, dal cimitero di Trigoria sino al bivio delle Quattro strade, è rimasto abbandonato, una paralisi totale che dura da ben 9 anni e che sta producendo danni enormi ai cittadini.
I lavori di raddoppio dell’arteria che collega la capitale con Pomezia, l’Agro Romano e il litorale, interessano un tratto di strada che copre circa 9 km – spiega il Codacons – 9 anni di attesa per 9 km di asfalto sono un record che fa invidia alla Salerno-Reggio Calabria, emblema della lentezza e della malagestione delle opere pubbliche. Ma il problema non è solo temporale: in questi 9 anni Via Laurentina ha fatto registrare ben 10 morti e 130 feriti, ponendosi ai primi posti tra le strade più pericolose d’Italia.
Una situazione inaccettabile che porta oggi il Codacons a rivolgersi alla Procura di Roma.
“Chiediamo alla magistratura di intervenire sul caso di Via Laurentina e dei lavori di raddoppio – spiega il candidato a sindaco di Roma e presidente Codacons, Carlo Rienzi – Vogliamo prima di tutto che sia accertato il livello di sicurezza della strada, considerato l’elevato numero di morti e lo stato fatiscente dell’asfalto. Non basta abbassare il limite di velocità a 30 km/h per mettere in sicurezza una arteria e tutelare gli automobilisti. La Procura dovrà poi verificare se lo stop ai lavori di raddoppio possa configurare fattispecie penalmente rilevanti a danno dei cittadini che risiedono lungo la tratta interessata, e che negli anni sono stati privati di una infrastruttura indispensabile subendo inoltre i danni legati al pessimo stato della strada” – conclude Rienzi.

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