Via l’associazione a delinquere Lady Asl, in appello pena ridotta a 6 anni
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fonte:
- Corriere della Sera
La corte d’appello cancella l’associazione a delinquere e Lady Asl ci guadagna uno sconto di pena. Da otto anni in primo grado (con il rito abbreviato) a sei in secondo, una riduzione che tocca anche il marito della manager, Andrea Cappelli: l’ingegnere, che il gup Adele Rando aveva condannato a sei anni a marzo 2007, ora dovrà scontarne quattro. I giudici della prima sezione hanno assolto la coppia dall’accusa di associazione a delinquere con la formula «perchè il fatto non sussiste». In più, hanno dichiarato estinti per prescrizione alcuni reati minori. Per gli stessi motivi, pene più lievi al commercialista Roberto Tondi (tre anni) e all’ex funzionario dell’Asl RmB Mauro Passi (due anni). Confermate invece le sanzioni accessorie: Lady Asl dovrà aspettare tre anni prima di poter riprendere i rapporti con la pubblica amministrazione e dovrà risarcire 150 mila euro alle parti civili: Regione, Codacons, Asl. «La condanna ridotta in appello – sottolinea il consigliere regionale del Pd, Alessio D’Amato – non cancella il crimine, odioso, di aver sottratto denaro destinato all’assistenza sanitaria. Questa vicenda resta la più grande truffa mai perpetrata nel Lazio ai danni del Servizio sanitario e una pagina nera nella storia della nostra Regione» . Nel processo d’appello (per corruzione, truffa e falso) non è mancata una coda velenosa: la difesa ha depositato una memoria in cui si sostiene che la firma della Iannuzzi in calce alla procura speciale per il rito abbreviato è stata falsificata dai suoi ex avvocati. A sostegno della sua tesi, il legale di Lady Asl ha allegato una consulenza grafica. Documenti che i giudici hanno trasmesso alla procura, perchè indaghi sull’autenticità della sottoscrizione. Con la sentenza di ieri la corte d’appello si è occupata per la prima volta di Lady Asl, diventata la protagonista di un’inchiestafiume iniziata in sordina a novembre 2005 ed esplosa nei due anni successivi. Decine di manager e funzionari delle Asl Rm B e C arrestati o indagati, tre assessori della giunta di Francsco Storace coinvolti (Giulio Gargano, Marco Verzaschi e Giorgio Simeoni), 80 milioni di euro il buco stimato nelle casse della sanità, corsi di formazione fantasma.
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