24 Aprile 2016

Via la Iplom dagli interventi in mare incubo petrolio su spiagge e turismo

Via la Iplom dagli interventi in mare incubo petrolio su spiagge e turismo
stato di emergenza dopo il flop delle “dighe” sul polcevera. alla capitaneria tutte le operazioni

> GIUSEPPE FILETTO GIÀ prima dell’ alba di ieri, quando le “dighe” costruite nottetempo con la ghiaia dello stesso torrente sono crollate una dopo l’ altra come castelli di sabbia, la Capitaneria di Porto ha mandato una diffida alla Iplom, lamentando l’ inadeguatezza degli interventi di contenimento dei 680 metri cubi di petrolio greggio fuoriuscito domenica scorsa dall’ oleodotto Multedo-Busalla. Anche se lo stesso ammiraglio Giovanni Pettorino ha garantito che ieri, quantomeno, l’ idrocarburo non è arrivato a mare, ma è stato arginato dalle quattro file di panne (una oceanica) predisposte alla foce del Polcevera. E però è stata una giornata di allarmi, che si sono susseguiti uno dopo l’ altro. E se vogliamo di pessime figure. Tanto da far dire al Wwf che “in questi giorni è stato travolto un sistema d’ intervento e reazione rispetto ad un incidente che per fortuna è stato relativamente contenuto”. Fino al punto che l’ ammiraglio a mezzogiorno, durante la riunione tenuta in prefettura con i vertici istituzionali, ha dichiarato lo stato di emergenza ed ha tolto alla Iplom la regia degli interventi in mare. SEGUE DALLA PRIMA DI CRONACA L’ AMMIRAGLIO ha tolto il pallino dalle mani della Iplom, che per il recupero del greggio lungo i litorali aveva incaricato le imprese Castalia, Oromare, Santoro e Servizi Ecologici. Sicchè, da 24 ore la Capitaneria gestisce direttamente le operazioni di bonifica all’ interno del canale di calma e lungo i litorali. Sopratutto, monitora con attenzione la chiazza oleosa che viaggia verso Ponente, al largo, tra Savona e Loano, segnalata dalle immagini telemetriche fornite dal satellite. Stando a quanto avrebbe scritto l’ Emsa (European Maritime Safety Agency) sulle schede di accompagnamento, si tratterebbe di un’ allerta piuttosto bassa (green): di una scia iridescente, ma non consistente, “sfilacciata”, complessivamente lunga 28 chilometri; mentre una motovedetta avrebbe individuato “una striscia di 2 chilometri e larga circa 500 metri, con presenza di materiale aggrumato”. Versione diversa da quella fornita ieri in prefettura dal responsabile della sicurezza di Iplom, Gianfranco Peiretti: Castalia si sarebbe recata sul posto ed avrebbe trovato iridiscenze di petrolio, non però i 55 metri cubi di materiale catramoso comunicato la sera prima dalla prefettura. «Non stiamo dicendo che non c’ è petrolio in mare – precisa Peiretti – ma non siamo nell’ ordine di quelle quantità. Sta passando l’ informazione come se fosse affondata la petroliera Haven…». Castalia al largo, tra le provincie di Genova e Savona, piuttosto avrebbe localizzato un branco di velelle attaccate ai grumi. Dalla Capitaneria aggiungono che si tratti dell’ uno e dell’ altro: le meduse sarebbero addensate attorno ai coaguli catramosi. E per fugare ogni dubbio, ieri, dopo le 16, Pettorino è salito su un aereo della Guardia Costiera, ha voluto sorvolare il litorale, fino all’ estremo Ponente ligure. Dopo la perlustrazione ha detto: «La situazione in mare è nettamente migliorata rispetto alla sera prima ieri sera, permangono lunghe e strette strisce discontinue di iridescenza al largo nel Ponente ligure ma il fenomeno risulta in fase di ridimensionamento ». Comunque, in questa zona opera un rimorchiatore d’ altura, dotato di attrezzature per il recupero del petrolio. E da Livorno e Civitavecchia già da ieri sera il Ministero dell’ Ambiente ha fatto arrivare altri due mezzi navali, due “supply vessel” idonee alle attività oceaniche. In tutti i casi, il sindaco di Savona, Federico Berruti, ha emanato un’ ordinanza con la quale “intima alla Iplom di attivarsi nel più breve periodo per la rimozione dei residui catramosi presenti sul litorale della città”. Se in mare da circa 48 ore ci pensa la Capitaneria di Porto, a terra, nell’ area genovese, le operazioni di bonifica rimangono ad Iplom, anche perchè gli interventi finora messi in atto sono ritenuti adeguati alla gravità della situazione. Anche se la rottura delle barriere di contenimento del percolato, avvenuta ieri con la pioggia (peraltro non abbinante, nonostante la diramazione dell’ Allerta Gialla) e con il successivo ingrossamento del Polcevera, sotto certi versi ha rimesso in discussione il piano di intervento messo in campo da Iplom. Ieri mattina, a risistemare le panne assorbenti sul principale corso d’ acqua sono tornati i vigili del fuoco. Anche perchè fino alle due, ora in cui è cessata l’ allerta, gli operai ed i mezzi delle ditte “Belfor”, “Tre Colli” e “C. Mamone” non hanno potuto operare in regime di emergenza meteo. Hanno retto invece gli sbarramenti sistemati a monte, lungo il Rio Pianego e il torrente Fegino. Le idrovore hanno continuato a succhiare i residui di greggio dilavati dalla pioggia, seppure non si possa operare sul punto di frattura della tubazione, in quanto l’ area di circa 200 metri quadri è stata sequestrata dal pm Walter Cotugno nelle ore immediatamente successive all’ incidente. In ogni modo, martedì la Iplom presenterà alla Procura della Repubblica il piano di intervento da effettuare sul tratto di tubazione rotta. Nei dettagli dovrebbe trattarsi del taglio dello spezzone “incriminato”: da una parte, per mandarlo ai laboratori per i dovuti esami tecnici, al fine di accertare le cause che hanno determinato la rottura; dall’ altra, per consentire la bonifica ambientale dell’ area. Contestualmente, l’ azienda petrolifera potrebbe riparare il danno e rimettere in funzione l’ oleodotto. Va ricordato che da domani, per assenza di rifornimenti, la raffineria chiude i suoi cicli produttivi e mette in cassa integrazione a rotazione i 240 dipendenti. Sul fronte dell’ emergenza ambientale, i tecnici di Arpal ed i vigili urbani del Settore Ambiente continuano a tenere sotto controllo lo stato dell’ aria. Misurano le percentuali di idrocarburi che esalano dal terreno e finiscono in atmosfera: sono quelle che danno fastidio alle vie respiratorie e talvolta provocano irritazioni. Seppure Asl Tre assicuri che i livelli sono prossimi allo zero e non si corrano rischi per la salute. In ogni modo, ieri, dopo il vertice in prefettura, il sindaco ha voluto parlare con gli abitanti di Fegino. Nelle due ore di incontro, oltre ad aver fatto il punto sulla situazione, sugli interventi e sull’ andamento dei lavori, Marco Doria si è impegnato a fornire informazioni dettagliate giorno per giorno. Inoltre, ha assicurato che il Comune si costituirà parte civile nell’ eventuale processo contro la Iplom, il cui direttore Vincenco Columbo è indagato di disastro ambientale colposo. E il Codacons, in via cautelare, chiede alla Procura di disporre il sequestro urgente del patrimonio e dei beni della società petrolifera. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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