17 Febbraio 2013

Via i manifesti abusivi: «Città stuprata»

Via i manifesti abusivi: «Città stuprata»

I cittadini costruiscono una piramide con i cartelloni staccati nelle vie del centro LA PROTESTA Stavolta la lotta ai manifesti elettorali abusivi parte dai cittadini stanchi dell’ ennesimo malcostume di politici senza vergogna. Ieri il comitato spontaneo «Stacchinaggio Civile» formato da varie associazioni e singoli cittadini, ha organizzato una manifestazione di protesta facendo una sorta di censimento dei manifesti abusivi nelle vie del centro. Accanto ai faccioni illegali veniva sistemato un manifesto che denunciava come uno «stupro» la pratica di deturpare la città. Dopo averne raccolti diversi, sotto al Comune è stata costruita una piramide con i manifesti abusivi. «Non è violata solo la normativa in materia di propaganda elettorale – spiegano i promotori – ma anche il codice penale e quello della strada che vieta qualsiasi installazione che possa provocare distrazione ai guidatori e conseguente pericolo. Inoltre, per le strutture in metallo poste in proprietà privata o in luoghi pubblici, si contrasta la normativa ed i regolamenti urbanistici, sia perché si tratta di veri e propri abusi edilizi sia perché costituiscono un pericolo per l’ incolumità pubblica essendo privi di autorizzazione e di attestato di staticità». Leggi a parte c’ è soprattutto un bisogno di correttezza, decoro e senso civico, doti che dovrebbero appartenere a chi si candida al governo delle istituzioni. «L’ intenzione delle associazioni è di andare fino in fondo ? precisano i responsabili – anche denunciando i soggetti e gli Enti qualora non dovessero intervenire immediatamente, perché si tratterebbe di un’ omissione di atti di ufficio». L’ iniziativa è delle associazioni Rinascita Civile, Codacons, Latina in Bicicletta, Legambiente, Casa dell’ Architettura, Cittadinanzattiva, Quartieri Connessi, Italia Nostra, Villaggio Fogliano, Fiume Cavata, Latina Ciclabile, PrimaVera Latina e Valore Donna. Dopo la manifestazione anche il sindaco Di Giorgi ha lanciato un appello al «rispetto delle regole». Marco Cusumano © RIPRODUZIONE RISERVATA.
       

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