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21 Giugno 2019

«Via Dante chiusa alle auto? I negozianti sanno dire solo no»

LA POLEMICA PADOVA La pedonalizzazione totale di via Dante è quanto auspica Emilio Montana, che da anni si batte contro il transito dei veicoli lungo la storica strada. Un obbiettivo per il quale ha organizzato anche raccolte di firme tra i residenti, esasperati per l’ inquinamento atmosferico e acustico, e per i danni provocati agli antichi palazzi dalle vibrazioni dei mezzi, soprattutto autobus (ora non più circolanti) e furgoni in transito. «Finalmente è stato proibito il passaggio agli autobus, ma ora è urgente pedonalizzare via Dante. In questi anni ci siamo battuti con questo preciso scopo, non certo per un vezzo, ma basandoci su dati oggettivi – afferma Montana a nome dei residenti – Una ricerca dell’ Università di Padova, svolta insieme all’ Ulss nel 2017, conta ben duecento morti in città a causa dell’ inquinamento. E nel 2018 il Codacons ha presentato un esposto alla Procura, chiedendo di verificare se possano essere ravvisati reati contro l’ ambiente e contro le persone decedute a causa dell’ inquinamento. Anche l’ Arpav, con le sue rilevazioni, ha messo in evidenza i continui sforamenti sia della soglia delle polveri sottili che del rumore, in quanto in via Dante, data la sua conformazione di strada stretta fiancheggiata da alti edifici, si può equiparare ad un canyon, che intrappola le polveri. Questi sono dati oggettivi, dei quali ogni buona amministrazione dovrebbe tener conto, decidendo di conseguenza di pedonalizzare la strada». Montana ricorda la sollevazione dei commercianti lo scorso anno, in concomitanza con la variazione della Ztl ma sottolinea che, a sua parere, la crisi del commercio esiste da anni e non sarebbe dovuta ai problemi di viabilità. «Il vicesindaco Arturo Lorenzoni sta cercando di fornire una condizione ambientale diversa alla città abbassare l’ inquinamento, sta lavorando per questo, ma assistiamo invece alle proteste dei rappresentanti di categoria, come il presidente Acc Massimiliano Pellizzari o quello dell’ Ascom Patrizio Bertin, i quali però non propongono nulla in alternativa. Sembrano diventati i signori del no a qualsiasi soluzione – continua Montana – Le attività presenti in via Dante stanno vivendo bene, la lotta dei rappresentanti di categoria appare semplicemente strumentale. Non tengono conto ad esempio che, via Dante, è l’ unica strada del centro storico dove abbiamo ben cinque palazzi transennati a causa delle grosse fessurazioni provocate dal transito dei veicoli e dove quotidianamente cadono calcinacci dalle case. Non credo che il transito delle auto favorisca il commercio, lo shopping si fa passeggiando sotto i portici, mentre via Dante è utilizzata come un’ arteria di scorrimento per quanti si dirigono verso la stazione e il quartiere Arcella. Si deve invece dare qualità e respiro alla strada». Montana afferma che al tempo della pedonalizzazione di via Roma e via Umberto si erano levate moltissime proteste, ma poi, scomparso il traffico, la situazione è notevolmente migliorata anche per gli stessi commercianti. «Si tratta di esempi da espandere in tutta la città – conclude Montana – Togliere i veicoli da via Dante è necessario, ora che finalmente vediamo dei miglioramenti in città. Encomiabile, ad esempio, la nuova sistemazione di corso Milano, anche se le auto in transito dovrebbero essere incanalate verso via Bronzetti e via Raggio di Sole». Luisa Morbiato.

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