19 Ottobre 2017

«Via i cassonetti dalle strade». Nel 2021

Susanna Novelli [email protected] È avvenuto in pompa magna e con tutti i crismi voluti dalla campagna elettorale ormai alle porte. Davvero di cattivo gusto istituzionale, infatti, la presenza della candidata del MoVimento 5 Stelle al taglio del nastro della prima «domus ecologica» realizzata in una scuola di Ostia. Al di là del nome suggestivo, si tratta di un mezzo capannone sei metri per sei con i cassonetti della raccolta differenziata e una specie di “laboratorio” e di struttu de: quei cassonetti che sono “terra” di nessuno – ha detto il presidente Ama- e dove si verificano comportamenti tutt’ altro che virtuosi e talvolta criminali. Roma ha l’ obiettivo di essere tutta porta aporta, tra Domus ecologiche ed altre raccolte dedicate, intanto l’ obiettivo per il 2021, secondo il piano, è il 54% di porta a porta ma speriamo di poter fare anche di più. Roma ha l’ obiettivo di essere tutta porta aporta». Un obiettivo ambizioso al quale ha replicato Codacons, alle prese con la class action per l’ abbattimento del 40% della Tari quale risarcimento per le continue emergenze rifiuti, come stabilito dalla Cassazione. «I cassonetti potranno anche sparire nel 2021 ma intanto quelli presenti oggi sulle strade andrebbero tenuti in condizioni dignitose, perché lo spettacolo cui sono costretti ogni giorno i cittadini è una vera e propria vergogna – afferma il presidente Carlo Rienzi- a fronte di tale situazione, i romani continuano a pagare una Tari mediamente più cara del 50% rispetto alla media nazionale, con un aumento della tassa che sfiora il 10% negli ultimi 6 anni per un servizio in costante peggioramento». Il piano del Campidoglio è tuttavia chiaro. «Inauguriamo la prima domus ecologica, uno spazio recintato fatto per i contenitori dei rifiuti. Per noi i rifiuti sono risorse ha spiegato la Raggi – per que stola domus rappresenta la casa dei materiali: non sarà più possibile assistere a scene di rovistaggio e gli accessi saranno regolati. Alla base c’ è una nuova visione del ciclo dei rifiuti, i materiali post consumo, che deve iniziare dalle scuole per avviare da qui un percorso virtuoso. Quando queste do mus saranno collocate all’ interno del tessuto urbano consegneremo le chiavi a condomini». All’ attacco le opposizioni, con le consigliere capitoline Pd, Valeria Baglio e Ilaria Piccolo: «I sogni per il M5S non finiscono mai. Quando si tratta di rifiuti poi parole e atti sono del tutto scollegati dalla realtà. Oggi abbiamo assistito, dopo ben 16 mesi di governo della città, all’ inaugurazione della prima domus ecologica di Ama. E dove se non a Ostia? Se per la prima delle domus ci sono voluti 16 mesi, per averne mille in tutta Roma, come preannuncia la maggioranza, ci vorranno appena 16.000 mesi ovvero 1.333 anni. L’ ottimismo dell’ assessora Montanari e della Sindaca non ha confini, neppure di tempo». Ci crede però l’ assessore capitolino all’ Ambiente, Pinuccia Montanari che spiega come la «Do mus sia una risposta concreta, quindi il nostro è un piano che non è un sogno ma è una realtà che estenderemo con i tempi dovuti per fare le cose seriamente e dotare Roma di sistema materiali post consumo in grado di recuperare quello che si può definire l’ oro della città. È un atto del nostro piano, che inizia ad avere concretezza ha aggiunto – Siamo impegnati su più fronti, il primo è la riduzione della produzione dei rifiuti, il secondo è la raccolta differenziata e le domus rientrano nel nostro piano tra le azioni di porta a porta dedicata. Quando tutto questo sarà a regime noi potremo pagare solo l’ indifferenziato che produ.
susanna novelli

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