18 Dicembre 2019

Via Carlo V, mancano i marciapiedi Pedoni costantemente in pericolo

sono tante le strade della città carenti di spazi per i passanti
Antonella Scalzi Via Carlo V, in attesa dell’ inizio di lavori di raddoppio scoppia il problema dell’ assenza di marciapiedi. Pedoni in pericolo, dunque, su ampi tratti di un’ arteria fondamentale per la viabilità del capoluogo di regione. Tante le segnalazioni e, nei giorni scorsi, la questione è finita sul tavolo della commissione Urbanistica di Palazzo de Nobili. Ieri il sopralluogo dell’ organismo para consiliare, guidato da Antonio Mirarchi, che si occupa anche di viabilità. Al via, dunque, il primo step di una pratica per la quale la commissione ha soltanto potere proponente e che è pertanto destinata a essere vagliata dai settori Lavori pubblici e Gestione del territorio. D’ altronde, i lavori di raddoppio non interesseranno il tratto di via Carlo V che, a oggi, presenta le più vistose carenze dal punto di vista dei marciapiedi. Ecco perché le segnalazioni di cittadini che temono per la loro incolumità non potranno finire nel cassetto in attesa che il nuovo look dell’ arteria porti a una naturale risoluzione del problema. Anzi, si tratta di segnalazioni che potrebbero anche fare da apripista affinché il problema delle aree dedicate al transito pedonale finisca nell’ agenda politico-amministrativa di Palazzo de Nobili su vasta scala. Via Carlo V è soltanto una delle strade cittadine che ne è sprovvista. A partire da corso Mazzini, il salotto buono della città che, qualche anno fa, fu totalmente restaurato con l’ intento di farne un’ area pedonale e che invece oggi è invaso dalle auto, il capoluogo di regione non è una città a misura di pedone. Per il Corso il Codacons si rivolse anche il prefetto chiedendo l’ immediato stop al traffico veicolare, ma nulla è accaduto: auto e pedoni continuano a convivere. Sui Tre colli, “stare attenti a dove mettere i piedi” è ben più di una frase fatta che suona da semplice monito alla prudenza. Ancor più critica la situazione nei vicoli del centro storico: un vero e proprio groviglio di stradine strettissime e non soggette ad alcuna limitazione veicolare Così, per un pedone, percorrere i pochi metri della strettoia di via Veraldi, appena dietro corso Mazzini, è come attraversare un incubo dal quale ci si salva soltanto salendo su uno dei gradini delle abitazioni che danno sulla strada. La proprietà privata che fa da salvagente, insomma, e la storia si ripete su via Raffaele Mottola D’ Amato o discesa San Rocchello, a due passi dal Duomo, ma anche sul primo tratto di via Francesco Fiorentino ovvero su un lato di Palazzo de Nobili. Parcheggi e traffico, quindi, ma la lista dei problemi del capoluogo in tema di viabilità si allunga con la carenza di marciapiedi. La confusione poi si trasforma in una inaccessibilità senza spiraglio alcuno per chi è costretto su una sedie e rotelle. Per i disabili non c’ è gradino di un portone che tenga. Vite in carrozzina che si fermano anche dinnanzi a marciapiedi senza scivoli o talmente stretti da non consentirne il passaggio. Non sono rari, oltretutto, i casi di marciapiedi esistenti e dalla giusta larghezza che lampioni piantati proprio al centro trasformano in un muro invalicabile per i diversamente abili in carrozzina. Una catastrofe che per i non vedenti si trasforma in un tunnel senza uscita perché a Catanzaro i marciapiedi con i tracciati per chi non vede sono ancora un miraggio.

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