1 Agosto 2019

Via Baroni, ecco i cassonetti

primo passo dopo mesi di emergenza rifiuti, proteste ed esposti
di GIAMBATTISTA ANASTASIO e MARIANNA VAZZANA – MILANO – IN VIA BARONI sono arrivati i primi cassonetti per la raccolta dei rifiuti. Ventidue quelli sistemati ieri mattina da Aler nei cortili dei palazzi popolari. Un intervento che arriva dopo le proteste degli inquilini, in particolare di quelli residenti tra il civico 120 e il civico 200 della via, che già da mesi avevano segnalato la presenza costante di cumuli di rifiuti non solo nei cortili ma anche lungo i marciapiedi, col relativo corollario di cattivo odore e scarsa igiene. Una situazione diventata ancora più insostenibile con l’ arrivo del grande caldo. DA QUI la posa dei 22 cassonetti, un intervento non ancora risolutorio come sottolinea Antonella Musella in rappresentanza di tutti gli inquilini: «È sicuramente positivo che qualcosa si sia finalmente mosso. Ma non basta ancora. Innanzitutto Aler ha promesso 34 cassonetti, quindi ci aspettiamo che gli altri 12 arrivino in tempi brevi. In secondo luogo, questi cassonetti sono per l’ indifferenziata e, come ovvio, ne occorrono anche per la differenziata, per la raccolta separata di umido, carta, plastica e vetro. Infine, auspichiamo che si provveda il più in fretta possibile all’ intervento davvero risolutivo: la costruzione di nuovi locali e nuove aree dove poter conferire i rifiuti perché, come ribadito più volte, il disagio di questi mesi origina dalla mancanza di spazi adeguati per la spazzatura». Per queste ragioni il già annunciato esposto presentato in procura il 22 luglio scorso attraverso il Codacons «proseguirà comunque il suo iter». Stefano Bolognini, assessore regionale alle Politiche Abitative , sottolinea: «Il quartiere Gratosoglio è stato per diversi anni soggetto all’ abbandono indiscriminato di rifiuti domestici anche da parte di non residenti. Nell’ incontro con il Comitato di quartiere tenutosi lo scorso 28 giugno sono state evidenziate diverse questioni inerenti la gestione dei rifiuti e il loro abbandono incontrollato. Aler si è subito attivata chiedendo ad Amsa il noleggio di 35 cassonetti da 1,1 metri cubi e maggiori passaggi settimanali di raccolta nei momenti più critici dell’ anno. Ora la promessa è stata mantenuta: sono stati installati i primi 22 cassonetti nella zona sud del quartiere, lato via Baroni, così come richiesto dai residenti durante la riunione di giugno. Sono molto soddisfatto della prontezza con cui l’ azienda ha provveduto a risolvere un problema così significativo per il quartiere e ringrazio il Municipio 5 e Amsa per la collaborazione». «I lavori e gli interventi al Gratosoglio – annuncia l’ assessore – continueranno nei prossimi mesi, ma questo è un segnale importante di attenzione della Regione e di Aler alla zona». Di tono diverso il commento di Carmela Rozza, consigliera regionale del Pd, che a giugno sollecitò Aler e Amsa ad intervenire: «Alla buonora! Sembra che l’ unico modo per ottenere un minimo di rispetto per i cittadini dei quartieri popolari sia andare sui giornali. Evidentemente qualcuno alla fine si è svegliato e ha dato il via libera al posizionamento dei contenitori che Amsa aveva messo a disposizione già da mesi. Però sia chiaro che questa è una misura tampone, perché dei 200 milioni di euro per le case popolari che la Regione ha fermi in cassa potrà certamente spenderne qualche decina di migliaia per aumentare le casette per la differenziata e per ripristinare i vani rifiuti dei palazzi, che sono in condizioni pietose».

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