12 Giugno 2005

Via alla sfida del quorum Il governo non manda sms

Via alla sfida del quorum Il governo non manda sms


Il giudice dà ragione al Viminale: messaggini contro la privacy




ROMA – L`ultima parola l`ha detta il tribunale di Roma: il governo non è tenuto ad inviare gli sms per informare gli elettori sugli orari del referendum di oggi e domani. Può decidere di farlo a sua discrezione, come è avvenuto in passato, ma non c`è alcun obbligo. E` stato quindi rigettato il ricorso presentato dal Codacons che chiedeva al ministero dell`Interno di mandare messaggi informativi sui cellulari di tutti gli italiani. Il Viminale “prende atto con soddisfazione“ e conferma che, anche senza gli sms, “sono garantite tutte le condizioni per il sereno e ordinato svolgimento della consultazione“. Il segretario dei Radicali Daniele Capezzone, invece, cita Totò: “Ma mi faccia il piacere! È l`ennesimo atto di prepotenza contro i cittadini“. Oggi Silvio Berlusconi dovrebbe rimanere in Sardegna e quindi non dovrebbe andare a votare. RICORSO RESPINTO – Scrive il giudice civile Eugenio Curatola nel provvedimento firmato ieri: “Nessuna norma prescrive un obbligo per l`amministrazione di provvedere alla comunicazione delle modalità di voto tramite sms. L`adozione della predetta misura (per l`oggettiva incidenza sul diritto alla privacy), oltre che particolarmente onerosa, costituisce una scelta discrezionale prettamente politico-amministrativa, non valutabile dall`autorità giudiziaria ordinaria“. In conclusione, “non può essere ravvisata a carico del ministero dell`Interno una condotta omissiva colpevole, giuridicamente rilevante e potenzialmente lesiva di diritti o di valori inerenti alla persona garantiti dalla Costituzione“. COMMENTI – Il ministero dell`Interno spiega la sua soddisfazione: “La pronuncia dà atto della correttezza con la quale sono state pubblicizzate le modalità di svolgimento del referendum“. Parole che non vanno giù a Capezzone: “Per ogni altra elezione il Viminale può inviare un sms mentre in occasione del referendum si violerebbe la privacy. Sono convinto che, contro tanta arroganza, ci sarà una grande risposta degli italiani“. Ribatte Francesco Giro (FI): “La decisione del tribunale è un atto dovuto: il quorum è un vincolo costituzionale e non un obbligo da imporre via sms“. Mentre Lanfranco Turci (Ds) chiede “maggiore prudenza“ a Giuseppe Pisanu: “Vorrei sapere – spiega – se il ministro se la sente di ostentare altrettanta sicurezza sul voto degli italiani all`estero“, dove la bassa affluenza (20,2%) ha portato al 52% il quorum reale da raggiungere in Italia. SI`, AL VOTO PRESTO – In assenza degli sms istituzionali, il comitato per il sì continua a far circolare propri messaggi che invitano ad andare ai seggi e andarci presto, in modo da sostenere l`affluenza nelle prime ore e sperare in un effetto trascinamento. Tutti gli esponenti del comitato del sì voteranno di buon`ora. Marco Pannella ha annunciato che sarà davanti al seggio addirittura alle 8 meno un quarto, 15 minuti prima dell`apertura. Daniele Capezzone e Marco Cappato saranno puntuali alle 8, Emma Bonino alle 9, il ministro Stefania Prestigiacomo alle 9 e mezzo seguita da Margherita Boniver alle 10 e mezzo. Tutti prima di mezzogiorno, quando sarà rilevato il primo dato dell`affluenza. La percentuale dei votanti sarà controllata di nuovo alle 19 e alla chiusura delle 22 e dovrebbe essere comunicata un`ora dopo. Domani (seggi aperti dalle 7 alle 15) sarà resa nota solo alla fine delle operazioni di voto. ASTENSIONISTI IN SILENZIO – I comitati per il no e per l`astensione hanno scelto di tenere un profilo basso. Tra i pochi a parlare Riccardo Pedrizzi (An) per cui “quella sulla fecondazione assistita è una legge di civiltà che va difesa non andando a votare“. Lorenzo Salvia.
Il giudice dà ragione al Viminale: messaggini contro la privacy ROMA – L`ultima parola l`ha detta il tribunale di Roma: il governo non è tenuto ad inviare gli sms per informare gli elettori sugli orari del referendum di oggi e domani. Può decidere di farlo a sua discrezione, come è avvenuto in passato, ma non c`è alcun obbligo. E` stato quindi rigettato il ricorso presentato dal Codacons che chiedeva al ministero dell`Interno di mandare messaggi informativi sui cellulari di tutti gli italiani. Il Viminale “prende atto con soddisfazione“ e conferma che, anche senza gli sms, “sono garantite tutte le condizioni per il sereno e ordinato svolgimento della consultazione“. Il segretario dei Radicali Daniele Capezzone, invece, cita Totò: “Ma mi faccia il piacere! È l`ennesimo atto di prepotenza contro i cittadini“. Oggi Silvio Berlusconi dovrebbe rimanere in Sardegna e quindi non dovrebbe andare a votare. RICORSO RESPINTO – Scrive il giudice civile Eugenio Curatola nel provvedimento firmato ieri: “Nessuna norma prescrive un obbligo per l`amministrazione di provvedere alla comunicazione delle modalità di voto tramite sms. L`adozione della predetta misura (per l`oggettiva incidenza sul diritto alla privacy), oltre che particolarmente onerosa, costituisce una scelta discrezionale prettamente politico-amministrativa, non valutabile dall`autorità giudiziaria ordinaria“. In conclusione, “non può essere ravvisata a carico del ministero dell`Interno una condotta omissiva colpevole, giuridicamente rilevante e potenzialmente lesiva di diritti o di valori inerenti alla persona garantiti dalla Costituzione“. COMMENTI – Il ministero dell`Interno spiega la sua soddisfazione: “La pronuncia dà atto della correttezza con la quale sono state pubblicizzate le modalità di svolgimento del referendum“. Parole che non vanno giù a Capezzone: “Per ogni altra elezione il Viminale può inviare un sms mentre in occasione del referendum si violerebbe la privacy. Sono convinto che, contro tanta arroganza, ci sarà una grande risposta degli italiani“. Ribatte Francesco Giro (FI): “La decisione del tribunale è un atto dovuto: il quorum è un vincolo costituzionale e non un obbligo da imporre via sms“. Mentre Lanfranco Turci (Ds) chiede “maggiore prudenza“ a Giuseppe Pisanu: “Vorrei sapere – spiega – se il ministro se la sente di ostentare altrettanta sicurezza sul voto degli italiani all`estero“, dove la bassa affluenza (20,2%) ha portato al 52% il quorum reale da raggiungere in Italia. SI`, AL VOTO PRESTO – In assenza degli sms istituzionali, il comitato per il sì continua a far circolare propri messaggi che invitano ad andare ai seggi e andarci presto, in modo da sostenere l`affluenza nelle prime ore e sperare in un effetto trascinamento. Tutti gli esponenti del comitato del sì voteranno di buon`ora. Marco Pannella ha annunciato che sarà davanti al seggio addirittura alle 8 meno un quarto, 15 minuti prima dell`apertura. Daniele Capezzone e Marco Cappato saranno puntuali alle 8, Emma Bonino alle 9, il ministro Stefania Prestigiacomo alle 9 e mezzo seguita da Margherita Boniver alle 10 e mezzo. Tutti prima di mezzogiorno, quando sarà rilevato il primo dato dell`affluenza. La percentuale dei votanti sarà controllata di nuovo alle 19 e alla chiusura delle 22 e dovrebbe essere comunicata un`ora dopo. Domani (seggi aperti dalle 7 alle 15) sarà resa nota solo alla fine delle operazioni di voto. ASTENSIONISTI IN SILENZIO – I comitati per il no e per l`astensione hanno scelto di tenere un profilo basso. Tra i pochi a parlare Riccardo Pedrizzi (An) per cui “quella sulla fecondazione assistita è una legge di civiltà che va difesa non andando a votare“.

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