6 Novembre 2010

Via all’ iter per il ritorno al nucleare

ROMA – L’ Italia scalda i motori per il ritorno al nucleare. Con l’ ufficializzazione della già anticipata nomina di Umberto Veronesi a presidente dell’ Agenzia nucleare, e con la definizione degli altri quattro consiglieri che lo affiancheranno, parte di fatto l’ iter per il rientro dell’ atomo all’ interno dei confini nazionali, stimabile entro il 2020, secondo il sottosegretario allo sviluppo economico Stefano Saglia e l’ amministratore delegato di Enel Fulvio Conti. L’ Agenzia, le cui nomine sono state attese per mesi soprattutto a causa del ritardo accumulato nel periodo di interim dopo le dimissioni dell’ ex ministro dello sviluppo economico, Claudio Scajola, dovrà innanzitutto occuparsi della scelta dei siti per i nuovi impianti. La localizzazione delle centrali e l’ individuazione del deposito per raccogliere le scorie radioattive rientrano infatti tra i compiti essenziali del nuovo organismo, a cui è affidato anche il ruolo di sorveglianza e monitoraggio dell’ attività. Mansioni che per i consiglieri potrebbero tramutarsi in pesanti incombenze, vista l’ accoglienza tutt’ altro che calorosa finora riservata dagli enti locali al progetto di ritorno all’ atomo. Accanto a Veronesi siederanno nel consiglio dell’ Agenzia scienziati esperti del settore e alti dirigenti ministeriali. In quota ministero dello sviluppo economico sono stati nominati Maurizio Cumo e Marco Enrico Ricotti, entrambi professori universitari (il primo alla Sapienza di Roma e il secondo al Politecnico di Milano). Il ministero dell’ ambiente ha invece indicato Michele Corradino (capo di gabinetto del dicastero) e Stefano Dambruoso (magistrato, capo dell’ ufficio per il coordinamento dell’ attività internazionale del ministero della Giustizia). Ma è soprattutto sul nome del presidente che si è scatenata la polemica. Il più accanito è il Codacons che annuncia di voler ricorrere al Tar del Lazio contro Veronesi, colpevole, a dire dell’ associazione, di aver «omesso di indicare le possibili conseguenze collegate all’ installazione di centrali nel nostro Paese». Critico anche Ermete Realacci (Pd), che giudica la nomina dell’ oncologo «un bluff per simulare la partenza di un piano fallimentare su cui già grava un pesante ritardo». Alla definizione dell’ Agenzia brindano invece le associazioni e le aziende di settore. Per l’ Enel la nomina «conferma la volontà di procedere in un grande progetto per il Paese» e così, gli fa eco il presidente dell’ Associazione italiana nucleare Enzo Gatta, «prende finalmente avvio il programma nucleare italiano». Soddisfatto anche il Forum nucleare guidato da Chicco Testa: «Le nomine – afferma – rappresentano un passo decisivo per lo sviluppo di questa opzione tecnologica e una garanzia di trasparenza e affidabilità per tutti».

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