17 Luglio 2018

Via al maxi -processo accolte 50 parti civili

il ministro: la sicurezza deve diventare questione di stato i parenti aula affollata. acquisiti, su richiesta dei pm, altri atti ministeriali
TRANI . Trentasette documenti che non modificheranno ma potenzieranno i capi di imputazione. Al di là delle inevitabili e numerose richieste di costituzione di parte civile, è il colpo a sorpresa dei pubblici ministeri tranesi Alessandro Pesce e Marcello Catalano che ha caratterizzato l’ avvio dell’ udienza preliminare per la strage ferroviaria della Ferrotranviaria, quella che un tempo si chiamava la «Bari Nord». Il 12 luglio 2016 per lo scontro di 2 treni che marciavano in direzione opposta sul binario unico tra Andria e Corato, al km 51 nelle campagne di Trani, 23 persone morirono e 51 rimasero ferite. Per quell’ inferno di la miere e dolore, ieri dinanzi al gup del Tribunale di Trani Angela Schiralli è iniziata l’ affollata udienza preliminare per la discussione delle 19 richieste di rinvio a giudizio, che, a seconda delle presunte rispettive responsabilità contempla a vario titolo i reati di disastro ferroviario, omicidio colposo plurimo, lesioni colpose, falso materiale ed una serie di inosservanze di norme in materia di trasporti e sicurezza. I pm hanno chiesto al gup di produrre in previsione della prossima udienza – fissata al 7 settembre -37 documenti messi a disposizione dal Ministero dei Trasporti, ed acquisiti, dopo il deposito in cancelleria della richiesta di rinvio a giudizio. Ulteriori atti, ritenuti ulteriormente a sostegno delle accuse mosse alle figure apicali coinvolte nell’ inchiesta, che si aggiungeranno alla mole di documenti che hanno costellato 2 anni d’ indagini su vari profili: dall’ antico sistema del blocco telefonico fra stazioni per dare il via libero ai convogli che presidiava la tratta Corato-Barletta, alla sicurezza dei posti di lavoro; dalla presunta alterazione dei registri di «Via Libera» delle stazioni di Corato ed Andria (la cui tratta è ancora bloccata), ai finanziamenti elargiti dalla Regione; dai «near miss» e cioè i mancati o quasi incidenti della ferrovia che collega i paesi dell’ entroterra fra Bari e Barletta, all’ altro treno fermo alla stazione di Andria che avrebbe potuto creare confusione fra i convogli in partenza ed in arrivo. Oltre ai parenti delle vittime ed ai feriti, hanno chiesto di costituirsi parte civile la Regione, i Comuni di Andria, Corato e Ruvo di Puglia (che hanno contato vittime, oltre al danno all’ imma gine), 4 associazioni di consumatori (tra cui il Codacons), 3 associazioni animaliste -ambientaliste e l’ Anmil, associazione invalidi e vittime del lavoro. La discussione sulla loro ammissibilità, e dunque lo spazio alle eccezioni delle difese degli imputati, è fissata al 7 settembre: molto dipenderà dalle previsioni statutarie degli enti. Solo dopo aver completato la costituzione della parti (ieri non è stato ravvisato alcun vizio di notifica) si vedrà se qualcuno degli imputati chiederà di esser giudicato col rito abbreviato. Nessuno degli imputati era presente in aula. Affollata, invece, dai familiari delle numerose vittime. Alcuni dei quali hanno voluto presenziare «per chiedere giustizia e non per desiderio di vendetta». «Darò massima attenzione perché voglio ve rità piena per le vittime di un assurdo incidente. La sicurezza delle tratte regionali deve diventare una questione di Stato», ha scritto il ministro delle Infrastrutture e trasporti Danilo Toninelli. Sono imputati a vario titolo: i capistazione di Andria e Corato, Vito Piccarreta ed Alessio Porcelli; il capotreno superstite Nicola Lorizzo; il legale rappresentante di Ferrotramviaria Gloria Pasquini; il direttore generale della società Massimo Nitti; il direttore d’ esercizio Michele Ronchi e di Ferrontramviaria Spa quale persona giuridica, Giulio Roselli, dirigente della divisione infrastrutture di Ferrotramviaria; Giandonato Cassano, coordinatore di ufficio -responsabile dell’ unità di formazione e regolamenti rete sociale; Antonio Galesi, responsabile unità tecnica movimento stazioni; Tommaso Zonno, coordinatore responsabile dell’ unità tecnica trazione e scorta ferroviaria; Vito Mastrodonato, dirigente responsabile della divisione passeggeri di Ferrotramviaria; Francesco Giuseppe Michele Schiraldi, «cuot» di Ferrotramviaria, del conte Enrico Maria Pasquini, presidente della Società sino al 2013; Francesco Pistolato, dirigente coordinatore centrale della Ferrotramviaria; Virginio Di Giambattista, direttore generale per i Sistemi di Trasporto a Impianti Fissi ed il Tpl; Elena Molinaro, direttrice della «Divisione 5» della direzione generale; Alessandro De Paola e Pietro Marturano, direttori dell’ Ufficio Speciale Trasporti a Impianti Fissi di Puglia, Basilicata e Calabria.

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