Via al decreto anti-fannulloni la riforma della pubblica amministrazione
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fonte:
- Il Secolo XIX
Roma. Dimissioni sventolate e rimesse in tasca a obiettivo raggiunto. Renato Brunetta ha vinto la battaglia all’interno del Consiglio dei ministri. La sua "rivoluzione" si farà nonostante le resistenze di qualche collega (Giulio Tremonti in primis). La meritocrazia sbarcherà entro l’estate negli uffici della pubblica amministrazione. Il decreto legislativo che attua la riforma anti-fannulloni lunedì sarà alle Camere e nel giro di due mesi diventerà operativo. Brunetta, quindi, resta ben ancorato alla sua poltrona. «Non c’è nessun problema – ha detto il premier Silvio Berlusconi confermando la stima per il ministro – Brunetta ha adottato una tecnica da birichino che ha avuto i suoi risultati». Il decreto legislativo che introduce il merito e la premialità nella P.a. resta però, al momento, orfano della class action «che comunque – ha assicurato Brunetta – partirà dal primo gennaio 2010». Perché questo rinvio? «Abbiamo ritenuto di dover acquisire il parere del Consiglio di Stato e dell’Avvocatura – ha spiegato Berlusconi – per sapere quali sono i riflessi che questa norma può avere sul processo amministrativo. Abbiamo poi ritenuto di dover intervenire nel testo per coordinarlo con quello generale sulla class action» per il settore privato, contenuto nel disegno di legge Sviluppo approvato dal Senato e ora all’esame della Camera. Berlusconi, illustrando la riforma Brunetta, ha parlato di «rivoluzione» e sottolineato come l’obiettivo sia «riconoscere lo sforzo dei dipendenti pubblici con compensi economici che si danno a coloro che lavorano nel privato. Vogliamo che i dipendenti pubblici abbiano un morale diverso e abbiano motivo di essere realizzati e di essere così più positivi nei confronti dei cittadini» ha concluso il premier. I tempi sono scanditi dal ministro Brunetta: «Penso che tutto possa essere approvato entro 60 giorni a partire da lunedì, quando il provvedimento sarà trasmesso alle Camere. Intendo avere assolutamente l’accordo con la Conferenza Stato-Regioni. Chiederemo poi un parere articolato del Cnel». Prima dell’ultimo passaggio in Consiglio dei ministri «sentiremo il sindacato ai più alti livelli, tra fine giugno e inizi di luglio», ha poi aggiunto Brunetta chiedendo a Berlusconi un coinvolgimento in prima persona. Il ministro ha citato alcuni esempi del nuovo corso che si vedrà tra le scrivanie degli statali: dagli stage all’estero dei dirigenti alle risorse premiali concentrate essenzialmente sui più bravi. «Solo il 25% dei dipendenti pubblici, e il sindacato è d’accordo, avrà a disposizione il 50% di tutte le risorse destinate alla premialità – ha sottolineato Brunetta -. È una cosa mai accaduta». I punti cruciali della "rivoluzione" sono la premiazione del merito, la valutazione delle performance, la responsabilizzazione dei dirigenti e nuove regole per la contrattazione collettiva con la riduzione a due comparti di contrattazione. Ma il disegno di legge prevede anche una stretta su provvedimenti disciplinari e sanzioni, con un catalogo di infrazioni particolarmente gravi per le quali è previsto il licenziamento. Per quanto riguarda la meritocrazia, è cancellata la distribuzione a pioggia di benefici. Le nuove norme puntano infatti a una distribuzione degli incentivi economici e di carriera più selettivi. Non più del 25%-30% dei dipendenti potrà beneficiare del trattamento accessorio nella misura massima, e non più della metà potrà goderne in misura ridotta al 50%, mentre ai lavoratori meno meritevoli non sarà corrisposto alcun incentivo. Per la valutazione delle performance una apposita commissione verrà istituita entro il 30 settembre 2009. Capitolo dirigenti. Si rafforza la loro responsabilità e il loro potere di gestione delle risorse umane, anche per quanto concerne l’attribuzione dei premi. Avranno nuovi strumenti ma saranno sanzionati, anche economicamente, se non svolgeranno bene il proprio lavoro. Altro nodo importante quello di licenziamenti, assenze e sanzioni. Per il controllo delle assenze sono confermate le misure introdotte lo scorso anno e sono previsti vari tipi di sanzioni per i casi di false attestazioni di presenze o di falsi certificati medici: licenziamento disciplinare e obbligo del risarcimento del danno e creazione di una specifica fattispecie di reato per il dipendente stesso e per gli eventuali "complici", compreso il medico. Per il medico c’è anche la radiazione dall’albo professionale. Per la class action il decreto legislativo «arriverà in autunno, sarà di sei articoli e sarà coerente con quanto le Camere avranno definito in termini di azione collettiva per il settore privato» ha precisato Brunetta. Ma il rinvio non convince né l’opposizione né le associazioni dei consumatori. Se Linda Lanzillotta del Pd accusa il ministro di «cedere alle resistenze della burocrazia e alle pressioni lobbistiche dei concessionari dei servizi pubblici», il Codacons parla senza mezzi termini di «Brunetta sconfitto» e aggiunge: «Ci aspettiamo dimissioni immediate». Ma anche sulla riforma della Pubblica amministrazione il centrosinistra è critico. «Serve un piano industriale serio, mentre l’idea di riforma della destra è un richiamo all’ordine che comprende sempre un insulto» ha attaccato Pier Luigi Bersani, responsabile economico del Pd. Al governo «non importa sapere che cosa faccia davvero un ufficio, importa che si possa descriverlo come un insieme di buoni e di cattivi» ha aggiunto Bersani. Secca la replica di Brunetta: «Bersani dovrebbe esercitarsi nel ragionevole sforzo di studiare prima di emettere giudizi. Per aiutarlo a recuperare sull’arretrato, gli abbiamo appena inviato tutta la documentazione».
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