1 Luglio 2017

Via ai saldi, nei depositi l’ ora del grande ricambio

Le parole «Guadagni ridotti all’ osso Serve solo a muovere soldi e merci» Le strategie «Negli store una uguale politica dei prezzi: poca differenza tra le vecchie e nuove collezioni»
caccia al supersconto tra capi fuori moda o invenduti. i negozianti: «margini risicati per noi»
Anticipato da vendite promozionali proposte in sordina e decaloghi su come evitare truffe, il giorno di avvio dei saldi estivi, che in Campania termineranno il 30 agosto, è arrivato. Che siano convenienti per i consumatori quando i commercianti operano politiche trasparenti e verificabili è l’ auspicio per questa forma di incentivo agli acquisti. Ma sono altrettanto fruttuosi per i negozianti? «I saldi non sono di certo la soluzione ai mali legati alla crisi spiega Cristina, titolare della boutique di moda Cridà, al Vomero soprattutto se il commerciante, lontano dai saldi, adotta un ricarico giusto sui prodotti. In questo caso, su quella cifra, il margine della merce venduta in saldo non è elevato. I consumatori, comunque, ne attendono con ansia l’ avvio». Non c’ è l’ effetto-vacanza, dunque, a limitare gli acquisti personali per mettere da parte qualche risparmio da spendere in viaggi? «No, anzi prosegue: molti desiderano comprare proprio perché andranno in vacanza e vorranno sfoggiare qualcosa di nuovo. Sempre con un occhio al prezzo, però». Secondo le cifre diffuse dal Codacons sulla propensione agli acquisti delle famiglie italiane (metà delle quali farà uno o più acquisti in regime di saldi), le vendite si attesteranno sostanzialmente sui livelli dello scorso anno, con uno scontrino medio di 67 euro pro capite. Riflettori puntati su outlet e boutique d’ alta moda, dove il margine di risparmio è più evidente, anche grazie all’ alta percentuale di turisti che affollano le città italiane, Napoli inclusa. Sono circa 40 anni che i saldi, nati negli anni ’30 del Novecento, prendono il via in periodi dell’ anno predeterminati, cioè gennaio e luglio. «Con questo sistema, in realtà, si riduce il margine di guadagno del commerciante sottolinea Antonio, del negozio di calzature di alta gamma Deliberti -: a me sembrerebbe più vantaggioso spostare i saldi estivi a ottobre e quelli invernali ad aprile. Così le vendite a prezzo pieno potrebbero essere diffuse lungo tutto l’ anno, invece accade che da aprile a luglio noi restiamo per lo più con le mani in mano: il 70% dei clienti, infatti, attende gli sconti e siamo costretti a iniziare con qualche promozione già da giugno». Ma il vantaggio economico c’ è? «L’ utilità concreta dei saldi, per noi negozianti, è recuperare un po’ di liquidità per affrontare la stagione successiva», precisa Antonio. «Non c’ è un guadagno da capogiro racconta Massimo, in uno dei punti vendita della catena di abbigliamento maschile Fusaro ma neanche ci rimettiamo: più che altro, i saldi creano un po’ di movimento in negozio e ci aiutano ad alleggerire i magazzini. Tra quelli invernali e quelli estivi, comunque, il margine più elevato lo registriamo a inizio anno, più che altro per le tipologie di prodotto». Le scontistiche praticate dai commercianti riguardano, come è noto, le vecchie collezioni. Ma c’ è anche chi ha adottato una scelta diversa, come il negozio di abiti e accessori Yo soy Feliz. «Da quest’ anno abbiamo praticato una differente politica di prezzo per le nuove collezioni spiega Floriana, impiegata nello store di via Scarlatti con cifre che non si discostano molto dalla merce in saldo: in questo modo, un acquisto traina l’ altro, e sta funzionando». Il fenomeno saldi, però, non riguarda il 100% dei negozi: c’ è anche chi, per politica aziendale, non ne pratica. «Per tradizione e per scelta non abbiamo mai aderito spiega Ugo Cilento, alla guida dello storico atelier di moda sartoriale M. Cilento & Fratello perché i nostri articoli difficilmente diventano obsoleti e i prezzi sono già in linea con il loro valore. Chi adotta una politica seria e trasparente tutto l’ anno non ha bisogno dei saldi». © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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