30 Giugno 2017

“Via ai saldi, ma la formula è obsoleta” In Sicilia 175 euro di spesa a famiglia

 

 

ROMA – I saldi di fine stagione partiranno ufficialmente domani, ma in tutta Italia 1 negozio su 3 applica già ribassi. A dirlo è il Codacons che parla di una legge obsoleta: “Gli esercenti applicano già sconti medi dal 20 al 40%, proponendoli direttamente ai consumatori in fase di acquisto, accettando le richieste di sconti dei cittadini o inviando mail, sms e messaggi WhatsApp ai clienti fidati – spiega l’associazione di consumatori – è evidente a tutti come i saldi di fine stagione siano obsoleti. E’ una pratica ‘medievale’ che ha perso appeal tra i consumatori, come dimostrano i dati tragici sulle vendite degli ultimi anni”.

Secondo il Codacons “a determinare la morte dei saldi, oltre alla crisi economica, è l’avvento del commercio online che consente agli utenti di acquistare tutto l’anno prodotti scontati, senza limiti temporali”.

“È quanto mai necessario – ribadisce l’associazione di consumatori – rivedere la legge sugli sconti di fine stagione, liberalizzando il settore e lasciando maggiore libertà di scelta ai commercianti”.

In Sicilia ogni famiglia spenderà in media 175 euro, con una spesa pro capite di circa 70 euro per l’acquisto di articoli di abbigliamento e calzature. La previsione, di Confcommercio Palermo, segnala per questa stagione “una sostanziale tenuta dei dati dello scorso anno, probabilmente con leggeri segni positivi.

“L’avvio dei saldi – ha detto la presidente di Confcommercio Palermo e Federmoda Palermo, Patrizia Di Dio – è stemperato dalle promozioni ormai possibili tutto l’anno che, di fatto, hanno tolto quel potere attrattivo ai saldi veri e propri. La grande opportunità di risparmiare anche nei negozi di riferimento nella propria città però non frenerà i consumatori a ricercare i prodotti di stagione attualissimi e a prezzi scontati fino al 50 per cento. Ci auguriamo che i segnali positivi siano forieri, se non di una ripresa, quanto meno di una frenata al segno negativo che ci ha accompagnato negli ultimi anni, con una crisi strutturale, una diffusa sfiducia delle famiglie, tutti fattori che, come è noto, hanno penalizzato i consumi”.

“Da parte dei commercianti – prosegue Di Dio – c’è una certa fiducia, anche perché il fatturato che si stima è di circa 300 milioni di euro per la Sicilia, cifra che può quindi rappresentare una importante boccata di ossigeno per le nostre imprese e per l’economia del territorio. Ai nostri consumatori-clienti diciamo che possono senz’altro riporre fiducia nei negozi conosciuti e che possono trovare prodotti di stagione e prezzi realmente scontati”.

Secondo le stime dell’ufficio studi di Confcommercio nazionale, in Italia, ogni famiglia, in occasione dei prossimi saldi estivi, spenderà 230 euro per acquisto di capi d’abbigliamento, calzature, pelletteria, accessori ed articoli sportivi, per un valore di 3,5 miliardi di euro. Le famiglie italiane che acquisteranno con i saldi sono 15,6 milioni.

E se le offerte sembrano imperdibili e le promozioni allettanti, attenzione, però, perché non sempre è tutto oro quel che luccica. Dietro a prezzi stracciati, spesso si nascondono delle insidie per il consumatore, dunque, è bene avere qualche accorgimento in più e prestare sempre un po’ d’attenzione, per evitare spiacevoli fregature.

Come difendersi? Controllare il prezzo iniziale. Buona abitudine per il consumatore è quella di “segnarsi” il prezzo iniziale e confrontarlo con quello finale, verificando se effettivamente è stato applicato uno sconto e in quale percentuale. Questo soprattutto nei negozi multimarca che possono applicare una maggiorazione rispetto al brand monomarca, che ha i prezzi imposti dall’azienda.

Controllate che il capo non sia fallato e provate sempre per evitare di effettuare dei cambi successivamente, magari non ritrovando lo stesso articolo e così sarete costretti a dover ripiegare su qualcos’altro, spendendo la stessa cifra o di più.

Conservate lo scontrino. La merce ha garanzia di due anni dall’acquisto dimostrabile proprio con lo scontrino. I commercianti sono obbligati a effettuare il cambio degli articoli difettosi: è sufficiente fare presente il problema o il difetto entro 60 giorni dall’acquisto.

Saldi (davvero) di fine stagione. I saldi riguardano esclusivamente i capi della stagione in corso, perciò qualora vi siano capi di stagioni passate deve essere specificato a chiare lettere.

Non è prevista maggiorazione se si paga con carta elettronica. Badate bene: alcuni esercenti provano, in modo ovviamente scorretto, ad applicare una maggiorazione a chi paga attraverso carta elettronica invece che in contanti. Questa richiesta non ha senso, perciò ribellatevi se qualcuno dovesse provarci, anche chiamando i vigili se necessario.

Il prezzo scritto sul capo è quello che dovrete pagare: alcuni tipi di disguidi possono capitare soprattutto quando si passa da una determinata percentuale di sconto a una più bassa, e quindi nella doppia etichettatura potrebbero esserci indicati due prezzi differenti. Oppure quando gli sconti iniziano per metà al 30% di sconto e per l’altra metà al 50%. Se su un capo è indicato il 50% ma alla cassa vi dicono che è al 30%, purtroppo per loro questo errore di etichettatura comporta che voi dovrete pagarlo al 50%, prezzo indicato sul cartellino.

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