30 Giugno 2017

Via ai saldi estivi ma in un negozio su tre sono già partiti

 

I saldi partono ufficialmente domani, sabato 1 luglio, stessa data per tutte le regioni, a differenza degli anni passati, ma “anticipi” sottobanco di offerte e sconti, soprattutto a clienti abituali, sono possibili da alcuni giorni. Come in molti hanno già sperimentato e come denuncia oggi Codacons, secondo cui le «vendite di fine stagione a prezzi scontati sarebbero già partite in un negozio su tre in tutta Italia. A mettere in allarme i consumatori sono i dati appena diffusi da Confcommercio che confermano la cattiva abitudine di molti esercenti pronti a ignorare il calendario ufficiale e ad applicare «già sconti medi dal 20 al 40%» proponendo i saldi «direttamente ai consumatori in fase di acquisto, accettando le richieste di sconti dei cittadini o inviando mail, sms e messaggi WhatsApp ai clienti fidati».

Durata variabile a seconda della regione
Polemiche a parte, la durata sarà invece variabile: nella maggior parte delle regioni i saldi termineranno il 30 agosto, alcune hanno scelto di anticipare o posticipare la chiusura. Nel dettaglio, le regioni Abruzzo, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia-Giulia, Lombardia, Marche, Molise, Sardegna, Toscana, Umbria, e Val D’Aosta hanno fissato la stagione dei saldi dal 1° luglio al 30 agosto (il Veneto fino al 31). Diverso invece il calendario per Basilicata (fino al 2 settembre), Calabria (1 settembre) Lazio (12 agosto), Liguria, Puglia e Sicilia (15 agosto), e Piemonte (dal 1° luglio per 8 settimane non consecutive).

 

Codacons: «Pratica obsoleta, necessaria liberalizzazione»
Il quadro assai poco trasparente e di concorrenza sleale che caratterizza i saldi, secondo il Codacons, rilancia la necessità di una riforma dei saldi di fine stagione, pratica «obsoleta e “medievale”» con sempre meno appeal tra i consumatori, «come dimostrano i dati tragici sulle vendite degli ultimi anni». Tra le cause della «morte dei saldi, oltre alla crisi economica», l’associazione indica soprattutto l’avvento del commercio online, «che consente agli utenti di acquistare tutto l’anno prodotti scontati, senza limiti temporali». Per questo, – conclude il Codacons – «è necessario rivedere la legge sugli sconti di fine stagione, liberalizzando il settore e lasciando maggiore libertà di scelta ai commercianti».

Confcommercio: 230 euro la spesa media per famiglia
In attesa di una riforma, i numeri stimati dall’Ufficio Studi di Confcommercio per saldi di inizio estate 2017 parlando di una spesa media per famiglia per l’acquisto di articoli di abbigliamento e calzature in saldo di circa 230 euro, per un valore complessivo intorno ai 3,5 miliardi di euro. In particolare, Confcommercio stima che su 25,9 milioni di famiglie italiane, i nuclei che acquisteranno in saldo saranno circa 15,6 milioni, con un acquisto di 99 euro a persona.

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