Via ai saldi estivi, ma è rischio flop
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fonte:
- Il Messaggero
`sabato primo giorno di svendite che proseguiranno fino al 12 agosto. codacons: «la periferia rimane penalizzata» `per la confesercenti ogni famiglia spenderà almeno 150 euro la confcommercio: «il ponte di giugno condizionerà le vendite»
LA TRADIZIONE Gli sguardi alle vetrine per controllare i prezzi. Il tour dei negozi per provare capi e risparmiare tempo al momento dell’ acquisto. Le visite di esplorazione per verificare eventuali pre-saldi, se non si è tra gli eletti che hanno ricevuto sms di invito da questo o quel negozio. È un viavai senza buste o quasi quello che sta interessando le zone dello shopping a poche ore all’ inizio dei saldi estivi, che si apriranno sabato e proseguiranno per sei settimane. Di attesa però non si parla. Non più. Sono gli stessi addetti ai lavori a ridimensionare aspettative e stime. Secondo Confesercenti, a Roma e nel Lazio, la spesa si attesterà intorno ai 150 euro a famiglia. Tra 180 e 200 euro, per Confcommercio. «L’ obiettivo – afferma Massimiliano De Toma, presidente Federmoda Roma e Lazio-Confcommercio – è un risultato non inferiore agli anni passati. Il fatto che questo weekend, a Roma, coincida con il ponte condizionerà non poco l’ andamento iniziale ma i saldi estivi, a differenza degli invernali, si sono sempre dimostrati nel tempo». Meno fiduciosi i consumatori. «Lo scontrino medio si aggirerà su 85 euro pro capite a Roma e 67 nel resto della regione dice Carlo Rienzi, presidente Codacons – A far salire i numeri nella Capitale è la presenza di molti stranieri, ma ciò si noterà in centro storico per le grandi griffe e negli outlet, non nelle zone periferiche dove i negozi sono penalizzati dalla concorrenza delle grandi catene di abbigliamento». GLI ACQUISTI Il problema c’ è, si vede e, soprattutto, si conta. È nel calo generalizzato di acquisti – «Dal 2010 al 2016, la quota di spesa dedicata dalle famiglie di Roma ad abbigliamento e calzature si è ridotta quasi del 30%», specifica Confesercenti e nella concorrenza sleale degli sconti anticipati. «Mai come quest’ anno commenta Valter Giammaria, presidente Confesercenti Roma – si è assistito alla completa mancanza di controlli nel territorio che hanno di fatto quasi legittimato l’ effettuazione dei cosiddetti pre-saldi. Da una nostra recente indagine emergono dati preoccupanti, che da tempo denunciamo, un calo del 32% dei redditi d’ impresa montato nell’ arco di 5 anni e a rischio di sprofondare sempre più». Le vendite di fine stagione, che rappresentavano circa il 35% di quelle dell’ anno, hanno perso la funzione salva-commercio. «Il 2016 è stato ancora un anno difficile conclude Giammaria – se, come sembra, la stessa situazione si ripetesse nel corso del 2017, molti commercianti non andrebbero più avanti. Negli ultimi tre anni, sono state circa 4000 le imprese del settore costrette a cessare l’ attività, a Roma e nel Lazio». Valeria Arnaldi © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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