Via ai saldi, apertura senza il «botto»
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fonte:
- Corriere del Mezzogiorno
NAPOLI – Un andamento lento, poco partecipe, un inizio senza slancio. Partono i saldi in Campania ma è un avvio senza botto. Tanti i negozi che propongono liquidazioni interessanti, che arrivano e superano il cinquanta per cento, ma sembra non bastare per accendere gli entusiasmi di compratori che faticano ad entrare nell’ ingranaggio dello shopping. Eppure l’ Ascom Confcommercio di Napoli e tutte le associazioni di categorie ripongono grande fiducia in questo periodo di liquidazioni. Una fiducia che non basterà però a risollevare le sorti di una categoria che fatica a ritrovare se stessa. Colpa della crisi, certo, della contrazione dei consumi, ma anche di una serie di politiche del commercio che hanno mostrato che «il re è nudo». I consumatori si sono fatti più attenti, valutano con attenzione ogni spesa e scoprono così due fondamentali verità. Innanzi tutto la qualità media della merce proposta nelle boutique si è abbassata e sfiora pericolosamente il livello delle proposte dei megastore «fast fashion». E non c’ è gara, dal momento che i brand della moda seriale hanno prezzi imbattibili e collezioni dal disegno sempre interessante. Il secondo problema riguarda proprio le liquidazioni. Molte boutique, quasi tutte, hanno sempre un angolo delle occasioni che trasforma anche l’ ambiente più elegante in un mercatino. I clienti sanno, dunque, che a ben cercare troveranno sempre qualche liquidazione in giro. I saldi non sono più l’ evento eccezionale che tutti aspettano, ma una delle vendite promozionali (troppe) proposte ciclicamente. Senza considerare, poi, gli outlet. A Caserta c’ è il centro La Reggia che offre una interessantissima offerta di griffe a prezzi più che scontati e che in questo periodo ribassa ulteriormente i costi. Nel centro sono presenti brand che a Napoli si affacciano con le proprie vetrine nelle vie eleganti di Chiaia e fra i prezzi outlet e quelli proposti nelle boutique non c’ è alcun punto in comune. Certo, nel primo caso vengono proposti abiti e accessori di collezioni passate, ma non tutti sono attentissimi su questo fronte. Del resto un giubbotto di pelle che costava duemila euro e che si porta via a 600 resta appetibile anche se è dello scorso anno. L’ associazione Codacons tuttavia per i saldi estivi in Campania ha previsioni non del tutto fosche. «Andrà meglio dello scorso anno, ma a fine periodo l’ andamento delle vendite farà registrare ancora segno negativo». In Campania la contrazione degli acquisti da parte dei cittadini sarà più contenuta rispetto agli anni passati, per effetto del «bonus da 80 euro in busta paga introdotto dal Governo Renzi. Il bonus aiuterà il commercio, contribuendo a contenere la riduzione delle vendite, ma non potrà fare miracoli, perché le famiglie della regione preferiranno dirottare i soldi su consumi primari – spiega il presidente Carlo Rienzi – In ogni caso, si prevede un andamento dei saldi migliore di quello degli ultimi anni, ma a fine periodo le vendite saranno ancora con segno negativo, attestandosi su un meno dieci per cento rispetto al 2013, con una spesa procapite che non supererà quota 85 euro». E come ogni anno, il Codacons sfila anche il vademecum per evitare che i consumatori incorrano in finti saldi. Prima di tutto, occorre conservare sempre lo scontrino perché anche i capi in saldo si possono cambiare. Il negoziante è, infatti, obbligato a sostituire l’ articolo difettoso. Le vendite devono essere realmente di fine stagione: la merce posta in vendita sotto la voce «Saldo» deve essere l’ avanzo di quella della stagione che sta finendo e non fondi di magazzino. Codacons consiglia di girare tra i negozi già prima dell’ avvio dei saldi. In questo modo si potrà verificare l’ effettività dello sconto applicato. Occorre sarebbe opportuno diffidare dagli sconti superiori al 50 per cento, perché spesso nascondono merce non proprio nuova o prezzi vecchi gonfiati. Infine, è meglio recarsi nei negozi dove di solito si fa shopping: così ci si mette al riparo da finti saldi perché, nella maggior parte dei casi, si conosce già il prezzo prima dello sconto. Un altro consiglio: evitare acquisti in negozi dove non siano riportati i prezzi prima e dopo la percentuale di sconto applicata. Se i capi possono essere provati oppure no prima dell’ acquisto è a discrezione del negoziante. Anna Paola Merone @annapaolamerone.
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