6 Ottobre 2009

Via agli indennizzi ai bimbi del Talidomide

MARCO MENEGATTI, UNA VITTIMA: MISURA GIUSTA MA TARDIVA 
«Una battaglia dura perchè in Italia siamo pochi, ammalati, e non abbiamo forza politica»

  

Un riconoscimento «dovuto ma tardivo. Metà delle vittime nel frattempo è morta, dopo molte sofferenze e discriminazioni ». Commenta così l’avvocato Marco Menegatti il decreto, firmato dal ministro del Welfare Maurizio Sacconi, che farà scattare gli indennizzi per le «vittime » del Talidomide, farmaco che negli anni ’50 era ritenuto sicuro e che invece fu causa di gravissime malformazioni soprattutto nei bambini nati da donne che ne fecero uso in gravidanza. L’assegno mensile vitalizio sarà di entità variabile (dai quattromila euro, per i casi più gravi) a seconda dei danni subiti. è quanto prevede il regolamento di esecuzione di una legge del 2007. La misura diventerà operativa subito dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, per fine ottobre. L’indennizzo, si precisa nel regolamento, è corrisposto per la metà al soggetto danneggiato e per l’altra metà ai congiunti che prestano o abbiano prestato al danneggiato assistenza in maniera «prevalente e continuativa». I talidomidici ancora in vita in Italia sarebbero un centinaio. Condizionale d’obbligo perchè, come fa notare la presidente dell’Associazione thalidomidici italiani, Nadia Malavasi, «non è mai stato fatto un censimento. Gli iscritti alla nostra associazione sono un’ottantina».  Fra questi anche Marco Menegatti, battagliero avvocato, funzionario delle Poste, già consigliere comunale e candidato a sindaco e presidente della Provincia, oltre che referente provinciale del Codacons. Menegatti è nato a Torino (da genitori che lavoravano in Fiat) nel 1959, ossia nell’anno nel quale le farmacie di mezza Europa cominciarono a vendere – senza neppure bisogno di ricetta – il Talidomide, un sonnifero prodotto da un’azienda tedesca e pubblicizzato come innocuo. Al punto che anche molte donne in gravidanza – inclusa sua madre – ne fecero uso. Dando poi alla luce bambini molto spesso focomelici. Finchè nel 1962 – dopo aver causato, secondo caute stime, tra gli ottomila e i diecimila malati in tutta Europa – il farmaco fu ritirato dal commercio. Uno scandalo che, in Italia, dette un impulso decisivo alla nascita della Commissione unica del farmaco. «E’ stata una battaglia dura, perchè noi talidomidici in Italia siamo pochi, e in condizioni precarie di salute, e non abbiamo mai avuto forza politica. Bisogna dare atto a Berlusconi di aver preso a cuore il problema», spiega Menegatti. Il riconoscimento dell’indennizzo alle vittime del Talidomide segue quasi a ruota quello alle vittime delle trasfusioni infette. Due misure in qualche modo complementari: «In entrambi i casi si tratta di sostanze la cui vendita o somministrazione era stata autorizzata dallo Stato, ritenuto quindi responsabile del danno», spiega Menegatti. La storia dell’avvocato parmigiano è emblematica delle difficoltà incontrate dai bambini vittime della malattia, spesso vissuta dalle famiglie come una vergogna. Ma anche della forza d’animo di chi, a dispetto di tutto, ha saputo conquistarsi una vita piena e ricca. Ricoverato al Cottolengo di Torino da sei mesi di vita fino ai tre anni, Menegatti – dopo una serie di interventi chirurgici – ha vissuto in vari istituti della Fondazione Don Gnocchi, prima di approdare, adolescente, nella sede di Parma. «Una città per molti aspetti ideale per un portatore di handicap, perchè il centro don Gnocchi ha saputo creare a Parma una sensibilità particolare verso la disabilità», dice. Brillante studente al Romagnosi, Menegatti si è poi laureato in Giurisprudenza (con lode), iniziando presto la sua attività professionale. «Sono stato fortunato, ho avuto un padre e una madre cristiani che mi hanno amato, ho incontrato sacerdoti e uomini e donne di fede che per me sono stati come genitori. Ma ci sono stati anche periodi duri. – aggiunge Menegatti – Per vivere in modo dignitoso con questa malattia devi avere un reddito alto, che ti permetta cure ed aiuti domestici. Questo indennizzo servirà a garantire assistenza a tante persone ancora in difficoltà ».

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