3 Novembre 2004

«Vi racconto perché lo stipendio non aumenta»

«Vi racconto perché lo stipendio non aumenta»
«I dati dell`Istat non sono attendibili e vi dimostro i motivi» Le associazioni consumatori: l`inflazione vera al 6,5 per cento




Provate a prendere i dati dell`Istat e fate due conti. Ad esempio sugli alimenti. L`Istituto centrale di statistica sostiene che il loro peso sulla nostra spesa mensile è del 17,83 per cento. Significa che una famiglia di tre persone con un unico reddito di 1200 euro al mese, per mangiare e bere (analcolici) spende 213,96 euro, 7,13 euro al giorno, 2,37 euro a testa. E` evidente che nemmeno chi fa miracoli, e tante famiglie li fanno, riuscirebbe a risparmiare tanto. Allora – denuncia Antonio Maullu – o i dati Istat hanno qualcosa che non va o le famiglie non hanno capito nulla. Maullu da anni si occupa di statistiche per il Policlinico universitario, è segretario nazionale della Cisal-università, fa parte del cda dell`Ateneo cagliaritano. Ed è, soprattutto, componente della Commissione di controllo dei prezzi al consumo del Comune, cioè quel gruppo di persone che ogni mese riceve i dati dei 6 rilevatori che vanno in giro per conto dell`Istat a segnare prezzi sul taccuino e decide se approvarli o meno. Lui, quando si vota, non alza mai la mano. Da quando Cagliari è di nuovo una città campione ha deciso di combattere una battaglia. Contro. Nel modo più semplice: prendendo la calcolatrice e facendo i conti che tutti fanno. L`esempio degli alimenti basterebbe a spiegare perché da tre anni cittadini, associazioni dei consumatori e sindacati urlano. Ma ce ne sono altri. Secondo l`Istat per affitto (o mutuo), acqua, bolletta elettrica e riscaldamento spendiamo il 10,74 del nostro stipendio mensile. Per la famiglia da 1200 euro – osserva Maullu – significa 128,88 euro al mese. Alzi la mano chi è così fortunato. Ancora: abbigliamento e calzature incidono sulla spesa per il 9,72%: 38 euro a testa, l`istruzione lo 0,92, circa 10 euro. Domanda: anche chi ha figli all`università? Il sindacalista-statistico scrolla le spalle. E spiega che ha deciso di battersi per questioni di giustizia. E di busta paga. «Gli stipendi aumentano sulla base dell`inflazione programmata sulla base di un accordo siglato nel `93 tra governo e sindacati. Per questo l`inflazione è sempre bassa, per questo gli stipendi crescono meno dei prezzi veri. E per questo i sindacati non protestano abbastanza». Maullu non dice niente di nuovo. L`Adiconsum stima che l`inflazione reale sia tra il 6 e il 6,5% e attribuisce all`Istat doti taumaturgiche. «L`Istituto di statistica non perde occasione per confermarci l`inattendibilità del suo metodo. L`unica verità è che le famiglie non arrivano a fine mese», accusa il presidente regionale Giorgio Vargiu. EurispesIl tasso stimato dall`Eurispes un anno fa era addirittura superiore: intorno all`8%. Quello attuale sarà rivelato la settimana prossima. Gianmaria Fara, presidente dell`Istituto di studi politici, economici e sociali, ha dimostrato scientificamente che il primo errore dell`Istat è la pesatura del paniere. E lo conferma. «E` un metodo folle, non sta né in cielo né in terra. I dati sono sballati perché è sballata la pesatura. Ma è chiaro», sostiene, «che l`Istat, essendo pubblico, lega l`asino dove vuole il padrone. Che ordina di tenere il dato sempre entro il 3%». Il rispetto dei parametri di Maastricht – dicono i consumatori – non è estraneo a questo ragionamento. I dati che l`Eurispes ufficializzerà la settimana prossima dimostreranno – anticipa Fara – che il problema oggi «non è arrivare all`ultima settimana ma al 20 del mese». Cioè: la povertà dilaga. E il fatto che lo dica anche la Caritas non è casuale. Giovanni Sedda (Codacons) conferma la critica al metodo dell`Istat: «Nonostante il prezzo del petrolio sia aumentato da 33 a 55 dollari al barile ci fanno credere che il prezzo dei trasporti è diminuito rispetto al mese precedente. E questo la dice lunga». L`Istat non replica. Si limita a dire che la formazione del peso del paniere è complessa, frutto di calcoli complicati, e che semplificare, come fanno consumatori e associazioni varie, è sbagliato. Sedda non si sorprende: «Dicono sempre che i loro metodi sono statisticamente giusti. Ma non è così, e tutti siamo qui a dimostrarlo». Romano Satolli, presidente regionale dell`Unione dei consumatori, cita l`esempio dei prezzi della casa: «Constato che un affitto non è mai inferiore a 500 euro, che la bolletta del gas aumenta, come il gasolio. Come si fa a dire che il peso è del 17,8%. Sono numeri campati per aria». L`Adiconsum ha avviato mille campagne contro gli aumenti indiscriminati. Sul sito internet (www.adiconsum.it) ci sono gli strumenti per denunciarli. Il problema vero è che cosa fare per impedirlo. Vargiu ha un suggerimento: «O calano i prezzi, davvero, o aumentano gli stipendi». Ottimo principio teorico. Per ottenere il risultato c`è solo una strada: «Denunciare sempre, come faccio io», suggerisce Maullu. Che provoca: «Chiedete ai sindacati perché non lo fanno». La risposta: «Perché sono complici del governo». Inquietante, se fosse così.


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