5 Giugno 2013

Veto alla sigaretta elettronica «in pubblico»

Veto alla sigaretta elettronica «in pubblico»

Fino a quando non sarà scienticamente provato che la sigaretta elettronica non è nociva dovrà restare fuori dalle scuole, avere una pubblicità regolamentata e sarà sconsigliata alle donne in gravidanza e in allattamento. La conclusione, raggiunta ieri dal Consiglio superiore di sanità, potrebbe preludere a una misura più drastica come quella adottata dal ministero della Sanità francese, che ha bandito l’ uso della e-cig dai luoghi pubblici, subordinandone la vendita a un sistema di autorizzazioni. L’ alt dei francesi è arrivato dopo i dubbi sulla sicurezza del fumo elettronico avanzati da uno pneumologo dell’ Università Pierre e Marie Curie di Parigi. L’ assenza di conoscenze sufficienti a far rientrare le sigarette tra i medicinali “per funzione” ha indotto anche il Consiglio superiore di Sanità a vietare l’ uso delle e-cig nelle scuole per non esporre i ragazzi a comportamenti che evochino il vizio del fumo. All’ insegna della correttezza anche la pubblicità che non deve contenere messaggi che inducano al tabagismo. Un’ accortezza che si deve associare al divieto di vendita delle e-cig che contengono nicotina, ai minori di anni 18. Dal Consiglio arrivano anche indicazioni sull’ etichettatura e sulle informazioni da fornire al cittadino. Nel mirino del Css finiscono sia le sigarette elettroniche che le cartucce di ricarica che devono, oltre che essere a prova di bambino, anche passare il vaglio delle strutture di Pronto soccorso per verificare il rischio di sovradosaggi di nicotina. In attesa di riesaminare la questione, alla luce di maggiori elementi scientifici, il Consiglio segnala la necessità di raccomandare alle donne in gravidanza e in allattamento di non utilizzare la sigaretta elettronica. Soddisfatto del parere del Consiglio il Codacons che aveva sollecitato uno stop alla vendita delle e-cig che, hanno già “attratto” due milioni di italiani curiosi solo di provarla: ma solo il 10% dei 500mila fumatori che la usano abitualmente ha davvero smesso di fumare, mentre il 22% ha deciso di fumarle entrambe. I più tentati dalla e-cig, da quanto emerge dai dati dell’ Istituto superiore di Sanità e dalla Doxa, dal fumo elettronico sono proprio i giovani tra i 15 e i 24 anni, una fascia d’ età in cui gli “svapatori” sono il doppio dei fumatori tradizionali. P.Mac. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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