7 Gennaio 2015

Vestiti vecchi e prezzi ritoccati: tante proteste

Vestiti vecchi e prezzi ritoccati: tante proteste

MESTRE Prezzi gonfiati e merce vecchia rispolverata dal magazzino, i saldi stanno facendo contenti i commercianti ma deludono i clienti, tant’ è che dopo un avvio positivo, dopo soli tre giorni, le vendite sarebbero già in calo. Per Federconsumatori del 5,6 per cento, per Codacons addirittura dell’ 8 per cento. Il problema? «Stanno vendendo ovunque fondi di magazzino», dice sconsolata una coppia che ha concluso a mani vuote lo shopping. A fianco di chi svende capi d’ abbigliamento di qualche anno fa, non mancano i furbetti che alzano il prezzo per non perderci con lo sconto. È successo, ad esempio, all’ outlet MacArthurGlenn di Noventa di Piave. Il 31 dicembre un cliente aveva fatto un giretto per farsi un’ idea sui prezzi e sui prodotti che avrebbe voluto acquistare, entrato in un negozio di abbigliamento, ha subito notato un paio di guanti. «Il primo giorno di saldi sono tornato per comprarli – ha denunciato su Facebook – magicamente il prezzo era lievitato e quello originale era stato nascosto da un adesivo – continua – Inoltre, non era stato applicato alcuno sconto aggiuntivo». Indignato, il compratore si è rivolto ai commessi per avere spiegazioni. «Lo staff mi ha risposto che il negozio aveva aperto da una settimana e che alcuni capi avevano il prezzo sbagliato», racconta sul social network. Quei guanti che avrebbe voluto acquistare, il 3 gennaio all’ avvio degli sconti, riportavano sull’ etichetta il prezzo di 83 euro e 50 centesimi ma sotto l’ adesivo nascondevano una cifra di versa: 40,95 euro, meno della metà del nuovo costo. «Purtroppo, il punto vendita ha confermato che c’ è stato un errore in fase di conversione dei prezzi da sterline a euro», ha replicato subito dopo la direzione, scusandosi per l’ accaduto. Tra molti veneziani rimane tuttavia la sensazione che i saldi quest’ anno non abbiano buone offerte vantaggiose e in diversi lamentano di non aver trovato i prodotti che fino al 2 gennaio erano negli scaffali. Non si tratterebbe però solo una sensazione, il problema, per le associazioni dei consumatori, è reale. «Il consumatore non fa più affari – Lorenzo Miozzi, presidente del Movimento consumatori – i saldi hanno perso la funzione di vendere l’ invenduto di stagione, servono a svuotare residui di magazzino, è un comportamento scorretto». Federconsumatori mette in guardia i clienti: «I prodotti in saldo devono essere di fine stagione, dell’ anno in corso non del passato – dice l’ associazione – la merce di risulta o di magazzino, per legge, va venduta separatamente». E.Bir. G.B.

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