7 Aprile 2016

Vespa intervista Riina jr, un’ altra bufera sulla Rai

Vespa intervista Riina jr, un’ altra bufera sulla Rai

Bersani diserta lo studio, Grasso parla di mani «macchiate di sangue» e Bindi attacca: «Salotto in cui si nega la mafia» n Bufera sulla Rai per l’ intervista andata in un onda ieri sera a Porta a Porta, fatta da Bruno Vespa al figlio di Totò Riina, Salvatore, in concomitanza con l’ uscita di un libro da lui scritto su suo padre. E’ andato a vuoto ieri un primo tentativo del Dg Rai Antonio Campo Dall’ Orto e della presidente Monica Maggioni di convincere Vespa a rinunciare spontaneamente alla messa in onda. Forti anche della richiesta in tal senso dei sindacati dei giornalisti, i vertici Rai avrebbero fatto presente al direttore di Raiuno Andrea Fabiano l’ inopportunità di esporre il servizio pubblico a una seconda bufera come quella suscitata dall’ intervista di Vespa ai Casamonica. Ma Vespa si sarebbe rifiutato di rinunciare sua sponte alla messa in onda dell’ intervista. Viale Mazzini ieri ha parlato di «polemiche preventive» che «si sono sviluppate intorno a una trasmissione che nessun italiano ha ancora visto». Durissime le polemiche sul fronte politico. «Non mi interessa se le mani di #Riina accarezzavano i figli, sono le stesse macchiate di sangue innocente. Non guarderò @RaiPortaaPorta», ha scritto su Twitter il presidente del Senato, Pietro Grasso. L’ ex segretario del Pd Pierluigi Bersani ha comunicato il proprio forfait al programma, vista la conferma della messa in onda dell’ intervista. Dura la presa di posizione della presidente della commissione Antimafia Rosy Bindi. «Mi auguro – aveva detto la Bindi – che in Rai ci sia un ripensamento. Ma se questa sera (ieri sera, ndr) andrà in onda l’ intervista al figlio di Totò Riina, avremo la conferma che ‘Porta a Porta’ si presta ad essere il salotto del negazionismo della mafia e chiederò all’ Ufficio di Presidenza di convocare in Commissione la Presidente e il Direttore generale della Rai». All’ attacco anche il siciliano Michele Anzaldi, deputato del Pd e segretario della comissione di Vigilanza Rai. «Che il figlio di un boss sanguinario – spiega Anzaldi – possa offrire il suo ‘punto di vistà sulla mafia, nella rete ammiraglia del servizio pubblico, appare un abominio. Servono i responsabili di questo ulteriore danno alla tv pubblica». E chiede di convocare subito in commissione il presidente Rai Monica Maggioni e il dg Campo Dall’ Orto. «Ci sono degli accordi tra la trasmissione di Vespa e la casa editrice del libro di Riina? Esigo – ha scritto Roberto Fico, presidente della commissione di Vigilanza Rai su Facebook- trasparenza massima. Non mi sembra così che il prodotto editoriale sia cambiato con la nuova diregenza anzi peggiora». Sdegno anche da parte di Maria Falcone, sorella del giudice ucciso da Cosa Nostra: «Indegna questa presenza in una emittente che dovrebbe fare servizio pubblico». Mentre Salvatore Borsellino, fratello di Paolo, afferma: «E’ vergognoso che il servizio pubblico della Rai dia spazio a queste persone». Il Codacons ha chiesto l’ intervento urgente dell’ Autorità per le comunicazioni. «Gli utenti italiani non pagano il canone Rai per vedere in tv parenti e figli di mafiosi, ospitati dai programmi di punta del servizio pubblico», afferma il presidente Carlo Rienzi.

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