Verusio: «La scatola nera ha fornito tutti i dati»
-
fonte:
- La Nazione
«TUTTO ciò che era utile per le indagini e che poteva risultare dalla scatola nera della Costa Concordia è stato acquisito agli atti e non ci serve nient’ altro». Il procuratore Francesco Verusio mette il segno allo svolgimento dell’ inchiesta sul naufragio della nave da crociera all’ indomani dei pesanti dubbi emersi su una serie di malfunzionamenti che avrebbero interessato la strumentazione di bordo già dal 9 gennaio. «La scatola nera ha parlato ? prosegue il procuratore ? e ha dato le informazioni utili per ricostruire l’ incidente, non ci sono lacune». Verusio ha precisato anche che i dubbi sul funzionamento completo della scatola nera (in particolare del Vdr) erano noti ai pm fin dall’ inizio dell’ indagine. Dubbi che però, essendo un sistema complesso costituito da vari apparati, è stato possibile dissolvere soltanto nel corso dell’ incidente probatorio disposto dal gip. «Ora ? ha aggiunto Verusio ? siamo in grado di fare una ricostruzione esatta di cosa accadde la sera del 13 gennaio e i nostri periti stanno preparando la loro relazione». Il quadro che sembra emergere dal lavoro dei periti potrebbe dettare una clamorosa svolta nell’ inchiesta, che condurrebbe a un ripensamento anche sulla posizione dello stesso comandante, Francesco Schettino. La replica di Costa non si fa attendere: «La scatola nera della Costa Concordia aveva segnalato solo un codice d’ errore che non significava assolutamente che l’ apparecchio non funzionava». Alla Compagnia non risulta inoltre «che i dati presenti nel Vdr supportino l’ affermazione che le porte stagne fossero aperte». E quanto alle carte nautiche, secondo Costa «la nave era equipaggiata con tutte le carte nautiche necessarie per l’ effettuazione dell’ itinerario previsto». La Compagnia precisa infine che «è compito del comandante, in base al piano di viaggio che lui stesso stabilisce, accertarsi che la nave sia dotata di ogni ulteriore carta nautica. Ma ciò che più giova ricordare è che la nave non avrebbe mai dovuto navigare così vicina alla costa». Troppi dubbi, ancora, secondo il Codacons, che con un nuovo esposto chiede adesso di indagare sulla Capitaneria di porto e su come abbia fatto ad autorizzare la partenza di una nave in condizioni non ottimali. «Se si proseguirà nell’ opera di distruzione della nave senza dare la possibilità alle parti coinvolte di eseguire le dovute verifiche e i necessari approfondimenti ? afferma l’ avvocato Carlo Rienzi, presidente del Codacons ? non esiteremo ad assaltare la Concordia assieme ai naufraghi del Giglio». Nel frattempo è stata assegnata a Fincantieri una commessa del valore di alcune decine di milioni di euro per la costruzione di cassoni che serviranno per le operazioni di rimozione del relitto. Attesi infine per il 13 luglio, circa cinquanta familiari delle vittime che si riuniranno per una messa che sarà celebrata al Castello. R.B.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- TRASPORTI
