30 Aprile 2001

Veronesi non cede e conferma le accuse

Veronesi non cede e conferma le accuse


Donatori in aumento dopo la nuova legge, solo il 30% degli italiani non è d?accordo

MILANO – Apprezza la sollecitudine, «ringrazio il presidente Zaccaria per la tempestività della risposta», ma lo scambio di cortesie si ferma qui. Conferma tutte le accuse («le parole di Celentano sono state ottuse e irresponsabili, la vicenda va sottoposta alla commissione parlamentare d?inchiesta per individuare le responsabilità») il ministro della Sanità, Umberto Veronesi, che liquida in quattro righe – neppure di suo pugno, ma delegate all?ufficio stampa – la replica alla lunga lettera che il numero uno della Rai, Roberto Zaccaria, gli ha inviato ieri in risposta ad una sua altrettanto lunga, e più pepata, missiva sul pasticcio Celentano e l?invettiva contro la legge sulla donazione degli organi. Nelle quattro righe, il portavoce scrive che Veronesi ha apprezzato «molti dei pensieri espressi» da Zaccaria, ma senza specificare quali. E allora, a che serve? «Il ministro intendeva forse riferirsi alla disponibilità ad approfondire il dialogo sui trapianti dimostrata dal presidente Rai», ipotizzano nell? entourage di Veronesi. Apprezzamenti (scarsi) a parte, la chiusa è drastica: «Veronesi ritiene di non aver nulla da aggiungere a quanto scritto nella precedente lettera». Il ministro, confidano i suoi, sarebbe molto risentito perché «su di lui grava la responsabilità di trovare una soluzione alle richieste dei malati che attendono il trapianto» e dunque «non riesce ad accettare che un monologo in tv mandi all?aria quanto fatto fin qui».


I TRAPIANTI – I numeri sembrano premiare la legge contro cui si è scagliato Celentano: dal marzo del ?99, quando il nuovo testo è stato approvato, ad oggi i donatori d?organo sono aumentati. Un trend che continua, per la verità, dal ?92. Nel 2000 si sono contati 15,2 donatori per milione di abitanti, il 4,3% in più rispetto al ?99. L?Italia, dunque, si sta allineando ai valori europei (16,5 donatori di media per milione di abitanti), ma restano grandi le differenze fra il Nord (22,9 donatori per milione di abitanti), il Centro (14,1 donatori) e il Sud (6 donatori). Non è cresciuto, invece, il numero degli interventi: nel 2000 i trapianti di rene sono stati 1.308 (contro i 1.314 del ?99), i trapianti di cuore sono stati 298 (337 nel ?99), i trapianti di polmone 60 (l?anno precedente erano stati 101). Unico dato in controtendenza, i trapianti di fegato: 730 nel 2000, 685 nel ?99. Infine, le liste d?attesa, che nello scorso ottobre contavano 6.858 pazienti in fila per un rene, 986 per il fegato, 706 per il cuore, 176 per un polmone.


SILENZIO-ASSENSO – Quando la legge sarà pienamente operativa, il fatto di non avere espresso la propria volontà o non volontà, in caso di morte, di donare gli organi equivarrà ad un consenso per l?espianto. Così dice la legge. Non ci sarà nessuna differenza, insomma, fra chi ha detto espressamente di voler donare gli organi e chi, invece, ha semplicemente ignorato l?argomento: per la nuova normativa saranno entrambi donatori. Oggi le cose non stanno così: il principio del silenzio-assenso non è ancora operativo. Prima di arrivarci, va ultimata la rete di infrastrutture, come l?anagrafe informatizzata dei donatori, che ogni Asl dovrà avere. I tempi? Almeno un paio d?anni.


CONTRARI – La fonte è ufficiale: Centro nazionale dei trapianti. Ecco i dati: la percentuale di opposizione alle donazioni di organo rilevata nel giugno del 2000 sulla base dei dati forniti al Centro nazionale dei trapianti (Ctn) dai Centri interregionali per i trapianti è pari al 24,5% dei donatori segnalati (vale a dire di quelli nei quali è stata accertata la morte encefalica). La cifra, però, avverte il Ctn, potrebbe essere sottostimata per via di eventuali opposizioni raccolte dai rianimatori e non segnalate ai centri di riferimento. Tirando le somme: «Le opposizioni non dovrebbero comunque superare il 30%», dicono al Centro. Tanto? Poco? Secondo il Ctn si tratta di un dato positivo «se confrontato con quello della Spagna (23% nel ?99, il miglior dato internazionale), un paese all?avanguardia nel settore dei trapianti». Ma c?è un altro dato, rilevato attraverso le migliaia di telefonate ricevute dal Centro nazionale trapianti in concomitanza con la distribuzione nel maggio del 2000 (insieme alle schede per votare ai referendum) del tesserino per esprimere la volontà, o non volontà, di donare gli organi: 75% di sì contro il 9% di no.


REAZIONI – Il sermone televisivo ha diviso l?Italia: o si sta da una parte o dall?altra. Contro Celentano i 10 mila iscritti all?Avis, l?associazione nazionale dei donatori di sangue, «indignati – ha detto ieri il loro presidente, Dario Cravero – per quanto irresponsabilmente asserito in tema di trapianti d?organo». A favore il Codacons, associazione di consumatori. «La stragrande maggioranza degli italiani – sostiene il presidente, Carlo Rienzi – non sa neppure che esiste la legge sul silenzio-assenso. E non tutti gli ospedali hanno i mezzi per l?accertamento di morte».

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