10 Giugno 2017

A Verona, povertà stabile e tenore di vita più basso

le sofferenze nel complesso si sono ridotte nel 2016 rispetto al 2015 «fermo il mercato immobiliare, difficile l’ accesso alle cure sanitarie»
Si abbassano gli standard degli stili di vita e si assesta la forbice tra ceti sociali. Due facce della stessa medaglia. La prima, di un’ Italia abituata a non guardarsi più indietro e a cogliere, quindi, ogni segnale di stabilità economica come un fattore incoraggiante. E la seconda, di un Paese dove, accanto a una fascia di consumatori legata al primo prezzo (il più accessibile per le proprie tasche), si muove una quota alla ricerca della massima qualità, ma al minor costo e senza più grandi preferenze di marca. Una sorta di classe media «impoverita». Sono i primi tratti del nuovo consumatore italiano delineati dal recente studio dell’ Oscf, Osservatorio sui consumi delle famiglie, attivo nel Dipartimento di Scienze umane dell’ Università di Verona, presentati ieri alla Biblioteca Frinzi in via San Francesco, alle associazioni di categoria, per comparare il trend nazionale con le esperienze locali e pensare a strategia di tutela comuni. Il dato, per così dire, confortante, è che sul campione di intervistati, la fascia povera, pari al 10% circa degli oltre 2mila intervistati, si è stabilizzata, «e Verona, con una stima di consumatori poveri dal 4 al 6%, segna un indice di sofferenza tra i più bassi a livello nazionale», ha affermato Domenico Secondulfo direttore dell’ Oscf.L’ assestamento post-crisi nel Veronese è confermato anche dall’ ultima edizione di «Facciamo i conti», progetto per il supporto alle famiglie nella gestione della spesa domestica promosso da un nucleo di associazioni di consumatori. «Su circa 300 soggetti intervistati nel 2016», ha rivelato Emanuele Caobelli di Lega Consumatori Verona, «a fronte di un esiguo 10% che ha dichiarato un miglioramento della situazione economica, ad accusare maggiore insicurezza rispetto all’ anno precedente è “appena” il 34%. Dato che dal 2012 (59%) è calato di anno in anno». Per contro, però, «le persone che hanno dichiarato di aver ridotto le spese negli ultimo 12 mesi sono passate dal 52% del 2015 al 57% del 2016».Inoltre, anche se in misura minore di altre città, «gli indigenti che si recano ai nostri sportelli sono ancora parecchi», ha dichiarato Caobelli, succeduto dai colleghi Davide Cecchinato di Adiconsum Verona, Stefano Fanini di Codacons e altre voci di categoria. E la maggior parte «lamenta difficoltà nell’ acquisto della casa, di recente reso ancora più gravoso dalla riduzione della percentuale di ribasso applicata alle vendite all’ asta, ovvero nell’ accesso alle cure sanitarie e negli adempimenti fiscali».Dall’ ultimo studio Oscf sulle abitudini delle famiglie veronesi (2014), emerge che il 62% si ritiene in condizione economia soddisfacente, mentre il 15% parla di situazione precaria. «A Verona si riscontra un atteggiamento meno preoccupato che in passato, ma l’ indagine andrà presto aggiornata». © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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