«Vermi nei bagni di Rianimazione In attesa del nuovo reparto troviamo subito una soluzione»
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fonte:
- La Gazzetta del Mezzogiorno
Vermi in Rianimazione. Il caso verificatosi lo scorso 2 maggio, così come documentato dai Nas dei Carabinieri a seguito di una segnalazione anonima ed emerso solo 28 giorni dopo, continua a tenere in fibrillazione i vertici sanitari convocati dalla Regione. Questo in attesa, come pare probabile, di un nuovo sopralluogo dei Nas. Che verrebbero a verificare che l’ Asl abbia ottemperato alle prescrizioni prima che l’ intero reparto sia trasferito nei nuovi locali vicini al Pronto soccorso, come i vertici Asl hanno documentato. Anzi, proprio quest’ imminente operazione avrebbe scongiurato la chiusura del reparto, così come pure il segretario nazionale del Codacons, Carlo Rienzi, aveva chiesto. E intanto sulla questione giunge una ferma presa di posizione del Tribunale per i Diritti del Malato che, in un documento trasmesso al direttoee generale dell’ Asl, Fabrizio Scattaglia, al direttore sanitario, Maria Leone, e al responsabile del Risk management, Marcello Chironi, chiede siano individuate «le responsabilità in capo a chi avrebbe dovuto vigilare e controllare sulla qualità dell’ assistenza non solo tecnico -professionale ma anche igienica e di sicurezza». Insomma, alla luce del seguito che la questione ha riservato, non si è trattato di un caso da sottovalutare o ridimensionare. «Le dichiarazioni di questa Asl non ci hanno assolutamente rassicurato, né convinti – dice la presidente provinciale del TdM, Silvana Stanzione -. Il fatto non può assumere minore o maggiore gravità se si sia trattato di un solo verme o di più vermi, fuori o all’ interno delle stanze di degenza. La verità – prosegueè che si è verificata un’ emerg enza igienica non compatibile con un ambiente sanitario e che tali episodi non solo non possono verificarsi ma vanno prevenuti attraverso una serie di controlli che investono tutti i gradi di responsabilità, da chi è addetto al controllo della qualità delle pulizie, ai capo sala, al direttore del reparto, agli infermieri e i medici tutti, agli ispettori sanitari, al direttore sanitario del presidio ospedaliero, al nucleo del Risk management». «Meno professionisti dietro le scrivanie e più sul campo a monitorare, controllare, prevenire e registrare anche un solo evento sentinella» chiede poi il Tdm che ha al suo attivo progetti legati alla valutazione della sicurezza in ambienti ospedalieri, spesso interpretati però come «una interferenza inopportuna e non gradita se non addirittura vissuta con insofferenza e diffidenza» dal personale sanitario. Per il Tdm, comunque, l’ attuale ubicazione della Rianimazione è sempre stata inidonea per ragioni igienico -sanitarie e di sicurezza. «Perché non è stata data priorità al rifacimento del reparto che, per la specificità dei pazienti che ospita, può divenire fonte di ulteriore danno anche letale per gli stessi» si chiede il TdM che rammenta la copertura economica per i lavori di una nuova rianimazione deliberati dalla Regione. Infine, in attesa del nuovo reparto, che non sia il caso – si interroga l’ associazione«di trovare nell’ immediatezza soluzioni alternative e provvisorie capaci di restituire serenità all’ intera cittadinanza?» [M.R.Gigante]
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