Vergogna nazionale, genitori impugnino l’ordinanza di Festa
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fonte:
- Il Quotidiano del Sud
“Una vergogna nazionale”. Così l’avvocato Matteo Marchetti del Codacons definisce il caso Avellino, dove gli studenti sono andati a scuola per ventuno giorni. “Abbiamo inoltrato ieri – spiega Marchetti – la denuncia nei confronti del sindaco di Avellino Gianluca Festa alla Procura di Avellino e al prefetto di Avellino. Il reato ipotizzato è quello di interruzione di pubblico servizio e abuso d’ufficio Riteniamo che non ci siano i presupposti normativi per decidere la sospensione delle attività didattiche per le scuole superiori. L’ordinanza di Festa va contro il decreto legge e le normative emanate fino ad oggi sullo svolgimento delle attività didattiche in relazione ai colori, zona gialla, rossa e arancione. una situazione che va avanti da novembre, si tratta di una delle pochissime città in cui gli studenti sono andati a scuola per così poche settimane”. Non nasconde la sua amarezza: “Quello che ci ha colpito è che nessuna famiglia abbia impugnato la decisione del sindaco per far prevalere la decisione governativa. Del resto, i dati Asl sono pubblici e possono essere consultati da tutti. Ed è evidente che non si tratta di dati che possono consentire la sospensione delle attività didattiche. un cado che non può passare sotto silenzio, ieri c’è stata un’interrogazione sul caso Avellino anche in Parlamento da parte del deputato Marco Bella”. Spiega come “il riscontro da parte delle famiglie e del comitato Scuole Aperte è stato notevole anche se sappiamo che in tanti la pensano diversamente. Ma è vero che non è detto che il parere della maggioranza sia quello più giusto”. Sottolinea come “anche i dirigenti scolastici potrebbero aprire le scuole, il sindaco non avrebbe il coraggio di impugnare l’ordinanza al Tar. Lo stesso prefetto dovrebbe inviare una nuova nota al sindaco per richiamarlo al rispetto dalla normativa”. Spiega come “noi non possiamo presentare un ricorso al Tar perché può essere presentato solo da genitori. ci chiediamo come mai nessun genitore abbi voluto impugnare questa sentenza. Del resto, l’ordinanza ha chiarito perfettamente che né i sindaci, né i presidenti della Regione possono sovrapporsi alla normativa nazionale”. Di qui l’invito a dare un segnale “I genitori sono ancora in tempo per fare ricorso al Tar. Già a gennaio abbiamo ottenuto una netta vittoria impugnano l’ordinanza di De Luca che decretava la sospensione delle attività didattiche”. chi continua a parlare di rischio elevato Marchetti replica che “dobbiamo dunque dedurre che tutti i sindaci sono pazzi come le famiglie che mandano i figli a scuola”.
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