VERDE SFIORA 1,40 EURO, SENZA BONUS FISCALE SAREBBE NUOVO RECORD
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fonte:
- Ansa
Tornano a scaldarsi le quotazioni del
petrolio. A New York il prezzo del greggio ha toccato un nuovo
record storico, superando i 112 dollari al barile. In rincorsa
il Brent, il greggio di riferimento europeo, che a Londra ha
raggiunto a sua volta un nuovo picco, portandosi oltre i 109
dollari. A rimettere le ali ai prezzi dell`oro nero, i dati
negativi sulle scorte statunitensi, che hanno registrato un calo
inatteso. In Italia tornano, intanto, in tensione i listini dei
carburanti, che oggi hanno messo a segno una nuova,
generalizzata raffica di aumenti, con la verde che sfiora quota
1,40 euro al litro. Se non beneficiassero del `bonus` fiscale
che, temporaneamente, taglia di 2 centesimi al litro i prezzi,
verde e diesel avrebbero già infranto i record toccati nelle
scorse settimane.
Dopo la fiammata di metà marzo, nelle ultime settimane le
quotazioni internazionali del petrolio erano ridiscese, seppure
mantenendosi sempre molto elevate e, in maniera pressoché
costante, al di sopra di quella che solo poco tempo fa era
considerata la soglia “psicologica“ dei 100 dollari. Stamani
al Nymex il greggio aveva aperto pressoché stabile rispetto
alla chiusura di ieri, poco sopra i 108 dollari.
A spingere i prezzi, facendoli schizzare ai massimi, è stato
l`inaspettato calo delle scorte americane. I dati, riferiti alla
scorsa settimana, indicano una diminuzione di 3,15 milioni di
barili per il greggio e un calo sia per i prodotti distillati
che per la benzina. La notizia ha immediatamente fatto risalire
le quotazioni dei futures con consegna a maggio. A New York il
greggio si è portato prima oltre i 110 dollari, per poi
continuare la sua corsa fino a 112,21 dollari, nuovo massimo che
schiaccia quello di 111,80 toccato il 17 marzo scorso. In
chiusura ha poi ripiegato a 110,96 dollari. Oltreoceano,
l`accelerazione americana ha trascinato il Brent e a Londra il
petrolio di riferimento europeo ha prima sfiorato e poi superato
la soglia dei 109, toccando i 109,50 dollari.
Tra gli analisti e gli esperti di settore c`é chi già
prevede che a breve il greggio oltrepasserà anche i 115 dollari
al barile. Del resto l`andamento delle quotazioni dell`oro nero
preoccupa da tempo le organizzazioni internazionali. Oggi l`Fmi
é tornato a richiamare l`attenzione sui rischi per la crescita
legati ad inflazione e petrolio. Rischi che aumentano,
nonostante l`economia rallenti, avverte il Fondo nel suo World
Economic Outlook.
In Italia si riaccendono, intanto, le preoccupazioni legate
al caro-carburanti. Dopo il ritocco all`insù deciso ieri da
Agip, oggi tutte le compagnie hanno rivisto al rialzo i listini
di riferimento consigliati ai gestori, con aumenti nell`ordine
di 1-1,5 centesimi di euro al litro per la verde e fino a 2
centesimi per il diesel. La benzina è salita così, per tutti i
marchi, a ridosso dei 1,40 euro al litro, mentre il gasolio
sfiora quota 1,37 euro. Al momento i prezzi beneficiano del
taglio fiscale temporaneo deciso del governo, che di fatto di
traduce in uno `sconto` di 2 centesimi al litro per entrambi i
carburanti. Ma al netto del bonus, benzina e gasolio avrebbero
già superato i livelli record toccati prima di Pasqua.
Allarmati i consumatori. Il Codacons chiede che il prossimo
Governo studi nuovi sgravi fiscali e incrementi la concorrenza
del settore. Federconsumatori torna a parlare di “speculazioni
sulle tasche degli italiani“, ribadendo la necessità di un
intervento energico di liberalizzazione.
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