10 Aprile 2008

VERDE SFIORA 1,40 EURO, SENZA BONUS FISCALE SAREBBE NUOVO RECORD

Tornano a scaldarsi le quotazioni del


petrolio. A New York il prezzo del greggio ha toccato un nuovo


record storico, superando i 112 dollari al barile. In rincorsa


il Brent, il greggio di riferimento europeo, che a Londra ha


raggiunto a sua volta un nuovo picco, portandosi oltre i 109


dollari. A rimettere le ali ai prezzi dell`oro nero, i dati


negativi sulle scorte statunitensi, che hanno registrato un calo


inatteso. In Italia tornano, intanto, in tensione i listini dei


carburanti, che oggi hanno messo a segno una nuova,


generalizzata raffica di aumenti, con la verde che sfiora quota


1,40 euro al litro. Se non beneficiassero del `bonus` fiscale


che, temporaneamente, taglia di 2 centesimi al litro i prezzi,


verde e diesel avrebbero già infranto i record toccati nelle


scorse settimane.


Dopo la fiammata di metà marzo, nelle ultime settimane le


quotazioni internazionali del petrolio erano ridiscese, seppure


mantenendosi sempre molto elevate e, in maniera pressoché


costante, al di sopra di quella che solo poco tempo fa era


considerata la soglia “psicologica“ dei 100 dollari. Stamani


al Nymex il greggio aveva aperto pressoché stabile rispetto


alla chiusura di ieri, poco sopra i 108 dollari.


A spingere i prezzi, facendoli schizzare ai massimi, è stato


l`inaspettato calo delle scorte americane. I dati, riferiti alla


scorsa settimana, indicano una diminuzione di 3,15 milioni di


barili per il greggio e un calo sia per i prodotti distillati


che per la benzina. La notizia ha immediatamente fatto risalire


le quotazioni dei futures con consegna a maggio. A New York il


greggio si è portato prima oltre i 110 dollari, per poi


continuare la sua corsa fino a 112,21 dollari, nuovo massimo che


schiaccia quello di 111,80 toccato il 17 marzo scorso. In


chiusura ha poi ripiegato a 110,96 dollari. Oltreoceano,


l`accelerazione americana ha trascinato il Brent e a Londra il


petrolio di riferimento europeo ha prima sfiorato e poi superato


la soglia dei 109, toccando i 109,50 dollari.


Tra gli analisti e gli esperti di settore c`é chi già


prevede che a breve il greggio oltrepasserà anche i 115 dollari


al barile. Del resto l`andamento delle quotazioni dell`oro nero


preoccupa da tempo le organizzazioni internazionali. Oggi l`Fmi


é tornato a richiamare l`attenzione sui rischi per la crescita


legati ad inflazione e petrolio. Rischi che aumentano,


nonostante l`economia rallenti, avverte il Fondo nel suo World


Economic Outlook.


In Italia si riaccendono, intanto, le preoccupazioni legate


al caro-carburanti. Dopo il ritocco all`insù deciso ieri da


Agip, oggi tutte le compagnie hanno rivisto al rialzo i listini


di riferimento consigliati ai gestori, con aumenti nell`ordine


di 1-1,5 centesimi di euro al litro per la verde e fino a 2


centesimi per il diesel. La benzina è salita così, per tutti i


marchi, a ridosso dei 1,40 euro al litro, mentre il gasolio


sfiora quota 1,37 euro. Al momento i prezzi beneficiano del


taglio fiscale temporaneo deciso del governo, che di fatto di


traduce in uno `sconto` di 2 centesimi al litro per entrambi i


carburanti. Ma al netto del bonus, benzina e gasolio avrebbero


già superato i livelli record toccati prima di Pasqua.


Allarmati i consumatori. Il Codacons chiede che il prossimo


Governo studi nuovi sgravi fiscali e incrementi la concorrenza


del settore. Federconsumatori torna a parlare di “speculazioni


sulle tasche degli italiani“, ribadendo la necessità di un


intervento energico di liberalizzazione.

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