4 Settembre 2012

«Verde» e gasolio da record: a Napoli più cari d’Italia

«Verde» e gasolio da record: a Napoli più cari d’Italia

Valerio Iuliano Oltre cinquanta distributori con il prezzo della benzina superiore ai 2 euro al litro. Un’ amara sorpresa per gli automobilisti napoletani, al ritorno dalle vacanze estive, e il prologo di un autunno potenzialmente caldissimo sul fronte dei carburanti. Prospettiva, purtroppo, scontata alla luce delle previsioni di questi tutte le associazioni dei consumatori ma anche dalle indicazioni tendenziali che cominciano ad arrivare dalla compagnie petrolifere. E del resto nel «paniere» dei rincari d’ autunno, la spesa per carburanti continua a mantenere un posto fisso con indicazioni di variabilità all’ aumento. Stangata serpreggiante ma costante nel ritoccare al rialzo i costi per gli automobilisti. Non si ferma, quindi, la corsa dei prezzi negli impianti di rifornimento dei carburanti a Napoli e in quelli dell’ hinterland. Spetta proprio ad un distributore del centro di Napoli il primato nazionale del costo della «verde» sulla rete stradale ordinaria. 2,038 euro al litro, il prezzo. Una cifra mai raggiunta prima in Italia dalle pompe dislocate nei centri urbani. Ma il record potrebbe svanire rapidamente, a causa della recente risalita dei prezzi del greggio e, soprattutto, del carico fiscale, senza eguali in Europa. Inequivocabili i dati sui prezzi attuali. A Napoli, ammonta a 1,99 euro al litro il costo medio della benzina senza piombo. Una cifra superiore di 7 centesimi alla media nazionale di ieri. Ancora più significativo il confronto con i prezzi praticati all’ inizio dell’ estate in città. Ben 16 centesimi di differenza, considerata la media di 1,83 euro a luglio, rilevata dal Ministero dello Sviluppo economico. Tuttavia il divario tra Napoli e il resto d’ Italia non riguarda solo la benzina verde. 1,85 euro è il prezzo medio praticato dagli impianti cittadini per un litro di gasolio, il carburante più utilizzato dagli automobilisti. Quattro centesimi oltre la media nazionale. Una serie di numeri che fotografano perfettamente quello che le associazioni dei consumatori segnalano come un vero e proprio allarme sociale. «L’ abnorme aumento dei prezzi dei carburanti- segnala il Codacons – sta determinando un incremento dei costi che si scarica sui consumatori finali. Le famiglie devono fare i conti con prezzi maggiorati mediamente del 5%, con punte anche del 10%, e reagiranno con una forte riduzione dei consumi». Anche dalle associazioni dei benzinai, oltre che da quelle dei consumatori, arriva l’ appello al governo a mobilitarsi per arrestare l’ impennata dei prezzi. La sterilizzazione dell’ Iva sui carburanti è la richiesta pressoché unanime che arriva dall’ opinione pubblica. Imperativo che ha trovato qualche piccolo segnale confortante da parte dell’ esecutivo. «Stiamo valutando le condizioni – ha annunciato il sottosegretario allo Sviluppo economico Claudio De Vincenti – per una sterilizzazione». Un meccanismo- quello al vaglio del governo- che prevede una riduzione dell’ Iva, in occasione dell’ incremento del prezzo del carburante. Una manna dal cielo per la Federconsumatori, secondo cui si tratta della prima soluzione contro il caro-benzina. Soddisfatti per la proposta gli operatori del settore, ma ancora scettici sulla possibilità che l’ esecutivo possa rinunciare ad una risorsa così preziosa per l’ Erario. “Il governo passi dalle parole ai fatti”, l’ invito dei petrolieri. Tuttavia si tratta, forse, dell’ ultima carta per arrestare l’ impennata dei prezzi. Una speranza tanto più sentita a Napoli, dove il consumo dei carburanti è calato del 16%, rispetto ad un anno fa, e il caro-prezzi si è tradotto anche in una progressi va disaffezione all’ auto, segnalata anche dal crollo delle immatricolazioni. Anche in Campania, intanto, si è conclusa domenica scorsa la campagna di sconti dei weekend estivi praticata da Eni ed Esso, in oltre duecento impianti della regione. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
 
 

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