16 Novembre 2017

Ventura non è più ct Tavecchio non si dimette

 

 

Gian Piero Ventura non è più il commissario tecnico della nazionale, come avverte un comunicato della Figc distribuito ai cronisti di fronte alla sede federale dove si tiene la riunione convocata all’ indomani della debacle con la Svezia. Tavecchio invece non molla: il presidente federale non è disponibile a rimettere il mandato, comunica la Figc. “Il presidente federale ha informato i rappresentanti delle componenti federali della sua indisponibilità a rimettere il mandato per assumersi la responsabilità di sottoporre al Consiglio federale di prossima convocazione una serie di proposte sulle quali i consiglieri saranno chiamati ad esprimersi”, si legge nella nota distribuita davanti alla sede della Federazione, dove si tiene la riunione convocata dal presidente Tavecchio in seguito alla mancata qualificazione ai mondiali di calcio. Tommasi. “Ha comunicato che non si dimette”, aveva detto il presidente dell’ associazione dei calciatori Damiano Tommasi, uscendo dalla sede della Figc dove era ancora in corso la riunione convocata dal presidente Tavecchio per fare il punto della situazione dopo la mancata qualificazione ai mondiali da parte degli azzurri di ct Ventura. “Noi crediamo che non si possa non ripartire dalle elezioni”, ha aggiunto Tommasi, che ha abbandonato la riunione prima che finisse. Diffida al Coni. In occasione della riunione della Figc, il Codacons ha annunciato una diffida al Coni diretta alla revoca dell’ incarico per il presidente della Federazione, Carlo Tavecchio. “I risultati disastrosi della nazionale di calcio italiana rappresentano solo l’ ultimo episodio che delegittima Tavecchio nel ruolo di presidente della Figc – spiega il Codacons – Già in passato il numero uno della Federazione è stato a centro di vicende penali che, secondo i mass media, avrebbero portato a 5 condanne: nel 1970 per falsità in titolo di credito continuato in concorso, 1994 per evasione fiscale e dell’ Iva, nel 1996 per omissione di versamento di ritenute previdenziali e assicurative, nel 1998 per omissione o falsità in denunce obbligatorie, nel 1998 per abuso d’ ufficio per violazione delle norme anti-inquinamento. A tali episodi si aggiungono gli scandali legati alle sue dichiarazioni razziste e antisemite, quando dichiarò “Non ho niente contro gli ebrei, ma meglio tenerli a bada” e “Tenete lontano da me gli omosessuali”. Nonostante ciò, Carlo Tavecchio è stato riabilitato ed è divenuto eleggibile”. La mancata qualificazione dell’ Italia dai Mondiali 2018, tuttavia, è solo l’ ultimo tassello che offusca l’ immagine del Presidente della Figc – spiega il Codacons nella diffida – e “rende del tutto inopportuna la sua permanenza all’ interno della Federazione, e per tale motivo il Coni deve revocare l’ incarico a Tavecchio e provvedere ad una nuova nomina per la presidenza della Figc”.

 

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