19 Aprile 2011

Ventimiglia, non si spengono le polemiche i manifestanti contro il ministro Frattini

Ventimiglia, non si spengono le polemiche i manifestanti contro il ministro Frattini
 

IL giorno dopo, i treni per la Francia non sono mai stati così regolari e stipati di giovani profughi tunisini con il loro permesso di soggiorno temporaneo in tasca. I ferrovieri italiani ne hanno contati oltre un centinaio. Dicono che dieci di loro sarebbero stati respinti dai gendarmi francesi, che non presidiano più in forze i varchi e avrebbero allentato i controlli, contemporaneamente la polizia di frontiera italiana ha rimandato indietro venti stranieri che volevano entrare (senza documenti regolari) provenendo dalla Francia. Mal digerito l´incredibile black out ferroviario imposto per sette ore dal governo d´Oltralpe, incassato a testa bassa il parere favorevole espresso dalla Unione Europea («Avevano il diritto di farlo» ha detto il commissario europea per gli affari interni, Cecilia Malmstrom), la Farnesina fa sapere di aver «chiarito e risolto» le questioni con Parigi. Il Codacons ha annunciato di voler comunque denunciare la Francia per interruzione di pubblico servizio. Chi non ha chiarito le questioni con la Farnesina, e in particolare il ministro degli Esteri Franco Frattini, sono i manifestanti che domenica a mezzogiorno avevano raggiunto Ventimiglia: «Le parole di solidarietà nei nostri confronti da parte del ministro sono semplicemente agghiaccianti – dice a nome dei manifestanti Chiara Cassurino – : il governo italiano ha blindato la città impedendoci di uscire, ha sospeso qualsiasi garanzia di diritto costituzionale. Che adesso voglia farsi garante per noi è assurdo». A Ventimiglia continua la consegna dei permessi di soggiorno temporanei: sono state presentate oltre cinquecento domande. Oggi è l´ultimo giorno per farne richiesta, ma nel commissariato di frontiera non si accettano più le pratiche: la polizia ha dirottato «per disposizioni del Ministero dell´Interno» i profughi tunisini sulla questura di Savona, come conferma Giuseppe Famà, dell´Arci locale. (m. cal.)

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