19 Aprile 2011

“Ventimiglia danneggiata da centri sociali e no global”

"Ventimiglia danneggiata da centri sociali e no global"
 

 «Centri sociali e no global hanno provocato un danno di immagine ed economico alla città e la Francia ha sospeso i collegamenti ferroviari, con tutti i disagi che ne sono derivati»: il sindaco di Ventimiglia Gaetano Scullino si pronuncia con riserva rispetto alla manifestazione di domenica. Prosegue: «Le manifestazioni di solidarietà ai migranti in un momento delicato come questo sono controproducenti» e «i giornali francesi non aspettano altro che descrivere la situazione italiana come un gran caos». Le proteste (come quella dell’ altro sabato conclusa con scontri tra dimostranti e polizia) «hanno creato problemi alla città» e hanno provocato «l’ effetto contrario». Opinione simile dall’ esponente della Lega Nord Andrea Spinosi: «I centri sociali hanno danneggiato gli stranieri, portando con la loro manifestazione alla chiusura della frontiera. Senza contare la cattiva pubblicità che continua ad avere Ventimiglia». Scullino invita ad abbassare i toni e si preoccupa delle conseguenze negative su commercio e turismo. Riguardo all’ interruzione dei treni, interviene il Codacons: l’ associazione di consumatori ha depositato un esposto in Procura a Imperia con cui denuncia la Francia per interruzione di pubblico servizio e valuterà se chiedere un risarcimento per i passeggeri bloccati domenica a Ventimiglia. Il Codacons ha anche inviato un esposto alla Corte penale internazionale di giustizia riguardo a presunte violazioni dell’ accordo di Schengen e ravvisa addirittura nella posizione francese gli estremi di crimini contro l’ umanità. Sul blocco dei treni intervengono pure Arci Liguria con Walter Massa e Arci nazionale con Filippo Miraglia. Dicono: «I governi francese e italiano stanno facendo un cinico gioco delle parti sulla pelle di migranti e profughi tunisini. Il trattato di Schengen sulla libera circolazione delle persone diventa carta straccia». Infine, interviene Santo Fortugno, presidente Fai, che racconta che in questi giorni i frontalieri che «convivono» con gli immigrati non hanno problemi. Chi ogni giorno si muove tra Italia e Francia e incontra continui controlli, semmai, teme di più gli scioperi francesi, spesso convocati senza preavviso, che creano notevoli difficoltà. [L.R.]
 

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