4 Gennaio 2020

Venti di guerra sul petrolio Vola la benzina

borse impaurite dai potenziali effetti di un conflitto dal golfo persico passa il 29% dell’ import italiano
di Achille Perego MILANO Le quotazioni del petrolio schizzate subito al rialzo, una chiusura contrastata delle Borse intimorite dagli scenari di guerra e terrorismo e un ritorno di acquisti sull’ oro, il bene rifugio quando soffiano venti di conflitto. L’ attacco militare americano, con l’ uccisione a Bagdad del generale iraniano Qassem Soleimani e il rischio che la mossa di Trump possa aprire una nuova stagione di forte instabilità in Medio Oriente, non poteva non avere ripercussioni sui mercati finanziari. L’ effetto Soleimani si è fatto sentire soprattutto sui prezzi del petrolio, ma le quotazioni erano in salita già dalla prima mattinata di ieri sia per la benzina sia per il gasolio, con aumenti dei prezzi per Eni, Tamoil, Italiana Petroli e Q8. Quanto al greggio americano Wti, ha toccato i massimi da maggio e, spinto anche dall’ inatteso calo delle scorte Usa, in serata era in rialzo del 3,6%, a 63,4 dollari al barile mentre il Brent europeo, dopo aver superato i 69 dollari (top da settembre), quotava 68,1 dollari (+2,8%). A preoccupare è soprattutto lo scenario iraniano. La fuga dall’ Iraq (il cui ministero del Petrolio ha comunque dichiarato che produzione ed export di greggio restano normali) non riguarda l’ Eni, che fa sapere che al momento le attività a Zubair procedono regolarmente. L’ attesa risposta dell’ Iran all’ attacco Usa, secondo molti analisti, potrebbe colpire le infrastrutture petrolifere che attraversano il Medio Oriente. Per Jason Bordoff, docente alla Columbia University, la risposta dell’ Iran sarà «dura». Gli attacchi aerei ai pozzi petroliferi sauditi, avvenuti a settembre e per i quali gli Usa accusarono l’ Iran, secondo Bordoff «sarebbero solo l’ inizio». Tra gli obiettivi potrebbero esserci le petroliere che transitano nel Golfo Persico e quindi lo stretto di Hormuz da cui passa il 20% del petrolio (e il 29% delle importazioni in Italia). Così, avvertono gli esperti di ActivTrades. Le prospettive per il petrolio sono molto rialziste. E il prezzo potrebbe salire fino a 80 dollari secondo gli analisti di Eurasia Group. La fiammata del petrolio rischia di inserire nei rincari del 2020 anche quelli dei carburanti. Se per Quotidiano Energia alla pompa (modalità self) i prezzi fino a ieri erano stabili, con una media di 1,593 euro al litro per la benzina e 1,487 per il diesel, nei prossimi quattro giorni, secondo la Figisc-Confcommercio, è lecito attendersi rincari medi di mezzo cent al litro. Rincari che i consumatori temono più alti, anche per l’ effetto rientro dalle Festività, e se ci saranno manovre speculative il Codacons è ponto a denunciare aumenti ingiustificati alle Procure della Repubblica. La reazione negativa delle Borse asiatiche ed europee – rafforzate dalla tenuta di Wall Street, in calo di circa mezzo punto in serata – è stata invece più contenuta: Milano ha perso lo 0,56% (peggiore Francoforte, con un meno 1,26%) mentre sono saliti i titoli delle major petrolifere e scesi quelli delle compagnie aeree e i finanziari. Anche lo spread Btp bund è rimasto stabile (-0,46% a 162) come il cambio euro-dollaro (1,117). © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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