2 Giugno 2013

«Vengono anche vip e futuri papà Il tabacco ormai è il passato»

«Vengono anche vip e futuri papà Il tabacco ormai è il passato»

 

MILANO  IL VIZIO esisterà finché esisteranno gli uomini, scriveva Tacito nel I° secolo dopo Cristo. Ma a scacciare ? o quantomeno ridimensionare ? quello del fumo sono arrivate loro, le sigarette elettroniche. Mignon o più vistose, simili a una penna o a un oggetto di make-up, arricchite con nicotina o solo aromatizzate, sono sulla bocca di tutti. Pardon, tra le labbra di molti. Ed emanano vapore profumato. Ma aiutano a smettere davvero? Strizzano l’ occhio alla salute o sono comunque nocive? La questione è controversa e oggetto di dibattito a livello nazionale e non. QUEL CHE È CERTO è che all’ ombra della Madonnina i negozi specializzati si moltiplicano. La Camera di commercio rileva 149 imprese attive nel settore tra Milano e provincia, di cui 77, circa la metà (52%) a Milano città. Prevalgono i centri che esercitano l’ attività in modo esclusivo (91,61% delle imprese del settore), seguiti da quelli misti (58) in cui si affiancano per lo più tre principali settori: vendita di articoli da regalo e per fumatori, attività di import-export e commercio elettronico, servizi e articoli per il benessere, ortopedici e sanitari. I dati risalgono a marzo 2012, ma il fenomeno è in crescita. Basta cercare su un motore di ricerca per farsi un’ idea del numero di attività commerciali. Dalla Bicocca a Città Studi, dal Giambellino al Ticinese a Porta Romana è un pullulare di insegne Smokin, Ovale, Svapo, Smokie’ s e Puff ? tra i marchi più noti. E, soprattutto, basta guardarsi in giro per osservare l’ oggetto del momento, che ha sostituito il verbo fumare con «svapare». Insomma, la vecchia sigaretta a combustione per tanti è andata in pensione. I principali vantaggi di quella elettronica (o e-cigarette) decantati dai rivenditori sono: niente sostanze cancerogene (via catrame, monossido di carbonio, ammoniaca e tutti i veleni mixati con la combustione), risparmio economico (la spesa per il kit, con ricariche e liquidi, arriva a un quarto rispetto a quella per i pacchetti tradizionali) e soprattutto la possibilità di smettere di fumare senza soffrire di crisi d’ astinenza, poiché la percentuale di nicotina viene ridotta in modo graduale per chi lo desidera. MA IL QUADRO non è tutto rose e fiori. Se è vero che il modello elettronico è utilizzato regolarmente (almeno 9 volte al giorno) dall’ 1% degli italiani – 500mila persone – solo il 10,6% di chi la sceglie perde realmente il vizio delle bionde. Il 44,4% ha diminuito drasticamente il numero di sigarette, ma il 22,1% non ha modificato le abitudini tabagiche. In sintesi: l’ 89,4% dei consumatori di e-cig resta fumatore, tanto che il 95,6% preferisce le sigarette con nicotina. Sono i dati raccolti da un’ indagine Doxa, elaborati dall’ Osservatorio fumo e presentati venerdì in occasione della Giornata mondiale senza tabacco. Il Codacons intanto spinge per il divieto, e ha inviato una diffida ad hoc al Ministero della Salute e a quello dello Sviluppo economico chiedendo di analizzare i liquidi che alimentano le e-cigarettes per capire quali rischi si corrono davvero prima di consentirne l’ utilizzo. Già a Milano non è ammesso lo «svapo» all’ interno degli uffici comunali. Marianna Vazzana.

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