25 Novembre 2002

«Veneziani, denunciate i danni»

Appello di Mario D`Elia (Codacons) ai «semplici cittadini» affinché si uniscano anche loro per ottenere il risarcimento

«Veneziani, denunciate i danni»

La lista delle segnalazioni al presidente della Repubblica

VENEZIA. Un appello ai «semplici e dimenticati cittadini residenti a Venezia» affinchè facciano sentire la loro voce e, soprattutto, denuncino i danni subiti a causa dell`acqua alta. La marea eccezionale di dieci giorni fa, infatti, non ha avuto riguardi per nessuno, nè commercianti, nè ristoratori, nè esercenti, certo, ma non è stata benevola nemmeno nei confronti tutti coloro che sono «semplici cittadini», che non appartengono a nessuna categoria e non godono di nessuna forma di tutela concreta. A lanciare l`appello è il presidente del Codacons di Venezia, l`avvocato Mario d`Elia.
L`avvocato Mario d`Elia sollecita dunque i veneziani a fare pervenire alla segreteria del Coordinamento delle associazioni di consumatori (San Marco 1470) una dichiarazione su carta semplice in cui si indicano le generalità, la residenza, l`elenco delle cose danneggiate dall`acqua alta e l`indicazione di una somma presunta che quantifichi i danni subiti.
«Tutte le denunce ricevute – spiega l`avvocato d`Elia – saranno inviate al presidente della Repubblica, ai deputati e senatori eletti a Venezia, al presidente della Regione, a quello della Provincia e naturalmente al sindaco affinchè, pèer quanto di loro competenza, si attivino per far ottenere ai semplici e dimenticati veneziani il risarcimento dei danni da loro subiti».
L`iniziativa del Codacons parte da una considerazione molto semplice: «il silenzio, l`inerzia e il disinteresse degli amministratori pubblici nei confrionti dei cittadini qualunque».
«Sin dall`indomani della prima acqua alta – spiega ancora l`avvocato d`Elia – tutte le attenzioni sono state rivolte ai danni subiti dai commercianti e dagli esercenti, tutte le lamentele arrivavano da quella direzione, tutta la solidarietà andava a loto e nessuno, dico nessuno, ha rivolto un pensiero ai cittadini comuni, che sono stati egualmente penalizzati».
Di qui la decisione di raccogliere tutte le segnalazioni possibili e farle pervnire a chi di dovere. Il conto finale dell`acqua alta, dunque, è destinato a salire.
All`Ascom, intanto, continuano ad arrivare le schede con la descrizione dei danni provocati dall`acqua alta. Oltre duemila (i moduli inviati sono stati circa 5 mila) tra commercianti ed esercenti hanno già inviato all`Ascom e all`Aepe i loro moduli che serviranno per avere, nei prossimi giorni, un quadro completo della situazione e fare i conti dettagliati dei danni.
Il censimento, deciso all`indomani dell`acqua alta di sabato scorso, sarà pronto con ogni probabilità a metà settimana. Le prime stime sull`ammontare dei danni dovrebbero comunque essere confermate, anzi aumentate: un milione e mezzo di euro di merce rovinata e un altro milione e mezzo di euro di attrezzature (dai frigoriferi ai banconi, dagli arredi agli infissi) da buttare.
Complessivamente – ma la stima secondo le categorie è ancora approssimativa per difetto – l`acqua alta è costata a negozianti, ristorantori ed esercenti oltre tre milioni di euro. «In un momento di crisi come quello che sta attraversando il commercio veneziano – dice il presidente dell`Ascom, Roberto Magliocco – proprio non ci voleva».
Ora la parola passa anche ai semplici cittadini, che dopo aver tirato su acqua anche loro hanno avuto sotto gli occhi i danni subiti: magazzini, piani terra, portoncini d`ingresso, impianti elettrici, scantinati, barche.

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