Venezia: una pasqua come il carnevale
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fonte:
- La Nuova Venezia
grande assalto al centro storico
Un pienone nonostante le previsioni che davano le presenze negli hotel in calo del trenta per cento Dal 5 aprile ritornano gli “angeli“ Doveva essere una Pasqua di crisi, di alberghi vuoti e di freddo ma è stata solo una Pasqua con un tempo da lupi. Per il resto la città è stata invasa come fosse Carnevale e, anche se qualche camera negli hotel a quattro e cinque stelle è rimasta vuota, il ponte festivo ha rovesciato in città migliaia e migliaia di turisti e pendolari. Da copione le conseguenze dell`assalto: arrembaggio ai vaporetti, Mercerie intasate, ponte del Lovo impraticabile, scalinata della chiesa di San Salvador trasformata in area pic nic e Piazza San Marco come al solito. Come al solito significa che nell`area marciana si è concentrato di tutto e non al massimo dell`eleganza. Famigliole arrivate con lo zaino e i panini da addentare seduti sulle passerelle dell`acqua alta, grupponi di turisti stranieri in coda davanti alla Basilica di San Marco, truppe di visitatori in attesa di entrare a Palazzo Ducale, pendolari arrivati dalla terraferma con l`allegria di una gita premio, venditori di rose, di ombrellini, di pupazzetti, ambulanti regolari per (forse) l`ultima Pasqua con il grano e ambulanti abusivi – una strage – con le copie delle collezioni estive di borse e borsette. Non era esattamente questo quello che era stato previsto, visto che la neve sembrava dovesse attirare gente soprattutto in montagna e che la Pasqua bassa, anzi bassissima, con temperature più natalizie che primaverili, dovesse tenere a casa molti turisti. E difatti le prenotazioni – almeno quelle alberghiere – sembravano più da Quaresima che non da lungo e largo ponte festivo. Colpa, forse, anche dei prezzi non propriamente da svendite. Secondo il Codacons, infatti, Venezia resta la città turisticamente più cara d`Italia dove un visitatore che non sia Paperone spende in media 181 euro per dormire una notte in un albergo a tre stelle e dove spende 55 euro per un pasto accettabile. Nonostante tutto questo, il richiamo del ponte di Rialto è stato più forte. Così forte che già venerdì sera si capiva come sarebbe andata. Venerdì sera, mentre i (pochi) veneziani partivano per Cortina, i garage si riempivano con la prima vagonata di turisti. Ieri mattina il bis, ma con proporzioni ben maggiori. A Piazzale Roma è stato il caos tra auto in fila per parcheggiare e pullman che cercavano il Tronchetto mentre alla stazione decine di treni vomitavano un`altra moltitudine di pendolari. Per la prima volta nella sua breve vita, la linea 3 – riservata ai residenti – ha mostrato quanto vale. Sugli altri mezzi, infatti, era impossibile salire e difatti in molti sono arrivati a San Marco a piedi trasformando Strada Nuova in un fiume di sciarpe e piumini tra le carabattole delle bancarelle. Oggi, con il termometro in picchiata verso un grado di minima (ma domani si andrà sotto zero), è prevista la replica visto che difficilmente si sceglierà la campagna per il mangia e bevi di Pasqua. Dopo il lunedì dell`Angelo, presumibilmente, si incomincerà invece a dire che così non si può andare avanti e che il turismo di massa va regolato. E intanto la città finirà sotto il secondo assalto delle scolaresche perchè nonostante l`invito dell`assessore al Turismo Augusto Salvadori a spalmare le gite in altri periodi dell`anno le scuole hanno già prenotato, pagato e ora sono in arrivo. Come finirà la Piazza sotto questo diluvio umano è facilmente prevedibile. L`unica risposta, oggi come oggi, sarà il ripristino degli “angeli“. Da sabato 5 aprile ritorneranno i volontari a dire che, per piacere, San Marco è un`area ristoro.
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