14 Giugno 2006

Venezia Seconda fumata nera, nel giro di pochi giorni,

Venezia Seconda fumata nera, nel giro di pochi giorni



Venezia Seconda fumata nera, nel giro di pochi giorni, nella giunta delle elezioni del consiglio regionale del Veneto alle prese con il procedimento per la decadenza dalla carica del governatore Giancarlo Galan, dell`assessore Antonio De Poli e della consigliera Elisabetta Gardini a causa della incompatibilità sopravvenuta in seguito alla loro elezione al Parlamento.Se la scorsa settimana la giunta aveva perlomeno cominciato la discussione del caso, o meglio dei casi, propedeutica alla votazione della “motivata relazione“ da sottoporre all`attenzione dell`aula, per poi naufragare nella mancanza del numero legale a causa dell`abbandono dei lavori da parte dei due esponenti di Forza Italia, Dario Bond, e dell`Udc, Onorio De Boni (guarda caso dello stesso partito dei tre consiglieri da diffidare), ieri pomeriggio la seduta prontamente riconvocata dal presidente Marino Finozzi non è nemmeno cominciata. Degli undici componenti l`organismo consiliare erano presenti, oltre al presidente Finozzi, solo i rappresentanti delle opposizioni Carlo Alberto Azzi e Franco Bonfante dei Ds, Gustavo Franchetto della Margherita e Marco Zabotti di Per il Veneto con Carraro (quindi due in più della precedente seduta) ma oltre ai “soliti“ assenti Tiziano Zigiotto (Forza Italia), Piergiorgio Cortelazzo (An) e l`assessore Flavio Tosi (Lega) non si è presentato, con Bond e De Boni, anche il leghista Daniele Stival. Cinque presenti su undici e al presidente Finozzi non è rimasto altro che mandare tutti a casa. E oggi il consiglio, che si riunisce ancora nella sede dell`amministrazione provinciale di Venezia a Ca` Corner per via dei lavori di ammodernamento dell`aula di palazzo Ferro Fini, non potrà proseguire nella procedura espressamente prevista dall`art. 14 del regolamento.“Per la seconda volta nel giro di pochi giorni la maggioranza ha volutamente fatto mancare il numero legale nella riunione della Giunta delle elezioni continuando in tal modo a prolungare una situazione di incompatibilità inaccettabile e insostenibile per quanto riguarda la posizione del presidente Galan, dell`assessore De Poli e della consigliera Gardini che continuano a sedere (e a percepire i relativi emolumenti) contemporaneamente in Parlamento nazionale e in consiglio regionale“ hanno denunciato, a nome dell`opposizione i consiglieri Bonfante, Azzi e Zabotti. “Formalmente – hanno affermano ancora i tre esponenti del centrosinistra – il consiglio regionale potrebbe esprimersi sull`eventuale decadenza dei tre consiglieri-parlamentari solo sulla base di una relazione della giunta delle elezioni. Ma se questo organismo viene sistematicamente boicottato dalla maggioranza si crea una situazione di stallo, senza via d`uscita. Per questo motivo domani(oggi per chi legge ndr) in apertura dei lavori consiliari chiederemo, comunque, al presidente Finozzi di fare in modo che l`assemblea veneta affronti la questione soprattutto nei confronti del presidente Galan e della consigliera Gardini che, a differenza del collega De Poli, non si sono degnati di inviare una riga di risposta alla contestazione notificata loro da Finozzi“.De Poli, in effetti, ha scritto al presidente del consiglio per obiettare che “non si verifica situazione di incompatibilità fintanto che l`opzione tra la carica di consigliere regionale e di menbro del Senato è consentita dalla normativa nazionale e dal regolamento del Senato della Repubblica“, offrendo in tal modo un appiglio a Bond e De Boni per chiedere una consulenza legale esterna nonostante le esaurienti spiegazioni della segreteria generale e dell`ufficio legislativo. Sul tormentone, che ha anche un risvolto economico di non poco conto visto che i tre incompatibili si stanno portando a casa oltre ventimila euro netti al mese, sono intervenuti più volte i Ds, chiedendo che diano una delle due indennità in beneficenza, e il Codacons Veneto annunciando una segnalazione alla Procura regionale della Corte dei conti.Giuseppe Tedesco.

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