14 Novembre 2019

VENEZIA: PRESENTATO ESPOSTO CODACONS A PROCURA E CORTE DEI CONTI

     

    PERIZIA ACCERTA: PROGETTO MOSE AVVIATO SULLA BASE DI PRESUPPOSTI TECNICI ERRATI. INDAGARE PER DANNO ERARIALE E DELITTI CONTRO IL PATRIMONIO CULTURALE

    SERVE TAVOLO TECNICO PERMANENTE CON ENTI LOCALI PER FAR FRONTE AL PROBLEMA MOSE

    E’ stato presentato oggi alla Procura della Repubblica di Venezia e alla Corte dei Conti del Veneto l’esposto del Codacons sui gravi allagamenti che nelle ultime ore hanno devastato la città.
    Nella denuncia dell’associazione – con cui si chiede di indagare per il reato di deturpamento del patrimonio culturale, ambientale, storico ed architettonico e per reati contabili di competenza della Corte dei conti – viene allegata anche una perizia tecnica redatta da importanti e qualificati tecnici che l’hanno realizzata anche ai fini del procedimento aperto dinanzi al Consiglio di Stato, dalla quale si evince come il progetto del Mose sia stato approvato sulla base di presupposti tecnici del tutto errati.
    Si legge nell’esposto del Codacons:
    Appare evidente che quanto si sta verificando a Venezia costituisca la riprova dell’assoluta inefficienza del sistema Mose: inefficienza che postula l’accertamento delle responsabilità di chi ha omesso di esercitare controlli, ovvero di chi in forza di tali omissioni e/o inadempienze sta concorrendo nella determinazione di tali danni e quindi anche in omicidio colposo oltre che nei reati che puniscono i delitti contro il patrimonio culturale quali il Danneggiamento, deturpamento, imbrattamento e uso illecito di beni culturali o paesaggistici, reato punito con la reclusione da uno a cinque anni per chiunque distrugga, disperda, deteriori o renda infruibili beni culturali o paesaggistici […]
    Una perizia tecnica redatta da un collegio di tecnici composto dall’Ing. Vincenzo Di Tella, Ing. Gaetano Sebastiani e l’Ing. Paolo Vielmo – svolta grazie all’ottenimento di documentazione tecnica a seguito di molte istanze di accesso presentate dal Codacons alle Istituzioni – ha operato, con diligenza e precisione scientifica, delle valutazioni circa le procedure di analisi e calcolo utilizzate per la determinazione del comportamento dinamico delle paratoie Mose e della relativa efficacia e sicurezza […] L’approvazione del progetto definitivo è avvenuto con un vero erroneo e non corretto presupposto tecnico: nel documento di approvazione si affermerebbe che nelle prove fatte a Delft la risonanza sub armonica si verifica solo con le prove con mare regolare ossia con onde sinusoidali, e che con mare reale, irregolare, il fenomeno sparisce; nei rapporti delle prove fatte a Delft si deduce in maniera inequivocabile che quando si ha la risonanza sub armonica, questa si verifica sia in mare regolare che in mare irregolare. I modelli realizzati e le prove di progetto eseguite a Voltabarozzo sono – a giudizio dei nostri esperti – affetti da gravi errori concettuali: il modello delle paratoie non rispetta il peso reale e la sua distribuzione, le misure delle onde agenti sulle paratoie sono effettuate con sonde messe in vicinanza delle paratoie, che risentono della presenza delle onde generate dal moto delle paratoie, le prove di oscillazione libere per valutare l’effetto viscoso sono analizzate con le equazioni del moto in fluido perfetto (senza effetto viscoso)”

    Pertanto il Codacons ha chiesto oggi alla Procura di Venezia di “predisporre tutti i controlli necessari per verificare se quanto verificatosi a causa del maltempo a Venezia sia riconducibile all’inefficienza del Sistema MOSE, accertando possibili fattispecie penalmente rilevanti a carico di tutti coloro che risulteranno responsabili e di tutti soggetti, privati e/o istituzionali, addetti ad attività di controllo e di sicurezza di cui dovesse accertarsi la responsabilità, ivi incluse le fattispecie penalmente rilevanti di omissione ex art. 328 cp, ovvero concorso in omicidio colposo, ovvero di delitti contro il patrimonio culturale, ambientale, storico ed architettonico”, e alla Corte dei Conti del Veneto di avviare analoga inchiesta sul fronte dei possibili danni erariali.
    Il Codacons chiede infine al Ministero dei trasporti, alla Regione Veneto, al Comune di Venezia e all’Anac di instaurare un tavolo tecnico permanente per far fronte alla problematica Mose.

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