VENEZIA Il “Daily Telegraph“ denuncia: “Prezzi doppi per stranieri“
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fonte:
- Il Gazzettino
La replica dei commercianti: “Maleducati“
Venezia Un listino prezzi per gli italiani e un altro per gli stranieri. Così funzionerebbero, secondo il quotidiano britannico Daily Telegraph, molti ristoranti, bar e esercizi commerciali di Venezia, pronti a presentare ai turisti, soprattutto a quelli arroganti e maleducati, conti da capogiro. Le differenze di prezzo, secondo quanto ha raccontato al giornale Franco Conte dei Codacons di Venezia, sarebbero enormi: “Se sei italiano un cappuccino e un croissant costano 3.50 euro. Se parli un`altra lingua 7 euro. Al ristorante una pizza e una bevanda costano tra 20 e 25 euro, forse anche di meno per un veneziano, mentre per i forestieri si sale a 50 o 60 euro“.La stessa Guardia di Finanza – che conduce a questo scopo numerosi controlli e che ha aperto un`inchiesta a riguardo – ammette l`esistenza del problema e incoraggia la gente a denunciare chiunque applichi tariffe gonfiate. Fino ad ora, i turisti che quest`anno hanno denunciato i conti-truffa al bar e al ristorante sono stati 156. Tra questi, racconta Renato Morandina, capo dell`ente turistico locale, una coppia di tedeschi ai quali erano stati chiesti 500 euro per un pranzo a Piazza San Marco.E c`è anche chi si è spinto più in là, come una tabaccaia di nome Maria Tosi che ha spiegato che se i turisti si trovano a dover pagare il doppio rispetto ai veneziani, in parte è anche colpa della loro mancanza di buone maniere. “Ci offendono quando entrano, chiedono cosa vogliono e poi se ne vanno. Noi veneziani trascorriamo tutto il nostro tempo ad essere educati e gentili l`uno con l`altro“, ha detto la donna.Anziché denunciare le truffe subite quindi, i turisti, suggerisce ironico il quotidiano, farebbero meglio a prendere l`abitudine di salutare, di essere più sorridenti e cortesi e, perché no, di imparare qualche frase in veneziano. Il giornale ne elenca qualcuna: “Ti me fa el conto?“, “Parcossa go da pagar el dopio?“, “Pensi che go le man sbuxe?“e infine “Mi no tornarò più a Venesia!“. “È una vecchia questione. Quattro mesi fa sul “New York Times“ c`era un articolo sui prezzi raddoppiati per i turisti a Roma“. Claudio Scarpa, direttore dell`Associazione Albergatori di Venezia, interviene così sulla questione. “In città dove il turismo è particolarmente elevato il costo della vita sale. Alcuni ristoranti e bar adottano la politica degli sconti favorendo la clientela e in questo modo anche la residenzialità. Non ci trovo nulla di male, c`è una logica. Questo non vuol dire che il turista paga di più. Diverso è quando unm commerciante vede il turista e aumenta il prezzo dei servizi“.Il direttore dell`Associazione Albergatori di Venezia lancia anche una provocazione: “A Parigi – racconta – fanno la festa del turismo in cui vengono invitati gli abitanti della città a essere cortesi e gentili con i turisti. Facciamo una cosa simile anche noi“.
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