5 Febbraio 2020

VENEZIA Il Codacons Veneto scende in campo con un pranzo cinese

 

VENEZIA Il Codacons Veneto scende in campo con un pranzo cinese contro la psicosi Coronavirus e gli atti di intolleranza verso la comunità cinese. Dopo i vari episodi di offese a cinesi in città, il presidente del Codacons Veneto, Franco Conte, ha deciso di dare una risposta razionale alla psicosi. «È nel Dna dei veneziani dare risposte razionali alle emergenze spiega Conte – Venezia ha inventato la quarantena: le navi provenienti da zone con epidemia peste si fermavano all’isola del Lazzareto per 40 giorni. In tutte le lingue per la quarantena viene appunto usato il termine veneziano. In momenti di gravi difficoltà e di rischi per la salute dei cittadini chi governa ha il dovere di essere sincero e razionale. Guai a correre dietro alle psicosi ed alimentare il panico».
Quello che non va giù al Codacons è sentire una cantante famosa come Iva Zanicchi dichiarare quando vedo un cinese giro l’angolo, così come gli atteggiamenti di esclusione che si avvertono nei supermercati e ora la richiesta di quarantena per i bambini cinesi rientrati in Italia che frequentano la scuola.
«Ai tempi dell’aviaria afferma Conte – i vertici della Regione Veneto, Galan e Zaia, scesero in campo per fermare il panico nella popolazione veneta (e la tragedia economica degli allevatori veneti) mangiando davanti alle telecamere carne di pollo e maiale. Oggi il Codacons si aspetterebbe analoga responsabile comportamento. Invece nulla e anzi per televisione ci vengono propinati atteggiamenti di emarginazione dei cinesi o chi gli somiglia, quasi fossero degli untori. Non va evocato il razzismo quanto l’imbecillità di chi tiene questi atteggiamenti».
Per richiamare al senso di responsabilità e sollecitare un’azione governativa attenta al bene comune e non alle onde emotive il Codacons ha deciso oggi, mercoledì, alle 13.30, di andare a pranzo al ristorante cinese Il giardino di Giada, in calle dei Boteri, a Rialto. «È tradizione della nostra associazione spiega ancora Conte -andare a pranzo un paio di volte l’anno al ristorante cinese, un appuntamento che non vogliamo rinviare proprio per dimostrare che non ci sono rischi, oltre ad un atto di rispetto ad una comunità cinese che ha legami con Venezia storici, non a caso porta dell’Oriente. Ci auguriamo che il presidente Zaia voglia raggiungere la nostra piccola rappresentanza».
Daniela Ghio
© RIPRODUZIONE RISERVATA

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