12 Giugno 2016

Veneto Banca, denunce e sospetti

Veneto Banca, denunce e sospetti
il codacons: «promotori sollecitano i soci a sottoscrivere l’ aumento». esposto a consob e banca d’ italia

Veneto banca, l’ aumento di capitale da un miliardo è decollato e i grandi soci sono alla caccia dei 250 milioni che serviranno almeno a quotare l’ istituto. Poi se si arrivasse ai 600 indicati nei giorni scorsi da Bruno Zago sarebbe un colpo da miracolo. Il Codacons di Franco Conte denuncia: «Promotori stanno sollecitando la sottoscrizione dell’ aumento di Veneto Banca, pratica vietata. Abbiamo denunciato la cosa a Consob e Banca d’ Italia, presto presenteremo un esposto alla Procura di Treviso». Tra gli azionisti di “Per Veneto Banca” si respira soprattutto cautela. «Voglio valutare con attenzione il prospetto informativo anche se non è una cosa semplice, è più lungo di Guerra e Pace – commenta Diego Carraro, imprenditore vicentino ed ex presidente dell’ associazione dei grandi azionisti – voglio capire bene qual è il valore oggi della banca e le sue prospettive. In ogni caso se dovessi sottoscrivere lo farò solo con la liquidità che già dispongo, niente prestiti per comprare le azioni». Carraro però sottolinea un’ anomalia che viene messa in risalto anche dal prospetto: «Atlante con le cifre che dispone fa ballare l’ orso come vuole». Tradotto: può fare il bello e il cattivo tempo e per di più rischia di essere in conflitto di interessi: i due primi azionisti del fondo infatti sono Intesa e Unicredit, cioè le due banche prime concorrenti di Veneto Banca e Popolare Vicenza nel Nordest. «Ma io temo anche un altro effetto nella nostra regione – sottolinea Carraro – se Atlante comprasse la maggioranza di Veneto Banca dopo aver già il controllo di Popolare Vicenza, allora potrà fondere le due ex Popolari e questo provocherebbe effetti catastrofici sul piano occupazionale e del credito». Se ai tempi di Zonin e di Consoli si parlava di almeno mille esuberi post fusione, oggi corre voce che potrebbero essere tremila i posti a rischio. Un’ ecatombe che potrebbe essere accoppiata con la revoca dei tanti fidi doppi e spesso anche garantiti dalle azioni azzerate dei due istituti. «Il Veneto è stato chiamato a pagare un costo incredibile – riflette Carraro – servirebbe una commissione di inchiesta a livello nazionale per capire bene cosa è accaduto». Di questa commissione in Senato si sono perse le tracce. Il Codacons spara invece a palle incatenate contro l’ aumento di Veneto Banca: «Abbiamo notizia che la solita rete dei promotori sta svolgendo azione di induzione all’ acquisto di azioni Veneto Banca prospettando rialzi a breve termine – avverte Franco Conte, presidente del Codacons Veneto -. Abbiamo denunciato la cosa a Consob e Banca d’ Italia. È di tutta evidenza che la pressione operata nelle filiali sui correntisti che hanno una qualche disponibilità (usando così dati personali del cliente per perseguire un chiaro vantaggio) è molto più grave di una pubblicità. Faccio appello ai risparmiatori a denunciare le sollecitazioni ricevute e diffido i vertici regionali e parlamentari a dare indicazioni che di fatto favoriscono l’ acquisto di azioni di Veneto Banca». Conte spiega così il gioco: «Il promotore sollecita a comprare a 10 centesimi, poi dà per scontato che in Borsa la quotazione arriverà almeno a 50 centesimi in Borsa , in un anno o due le perdite sono recuperate. Assurdo: la banca varrebbe 5 miliardi, un terzo della capitalizzazione di Unicredit, dieci volte più grande». © riproduzione riservata.
maurizio crema

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