17 Gennaio 2018

Veneto Banca, avvocati all’ attacco: Intesa e Bankitalia devono rispondere dei danni

LO SCONTRO LEGALE VENEZIA Udienza preliminare Veneto Banca: tutti in causa. Ammessa la costituzione di parte civile di Codacons, Adusbef, Movimento Consumatori, Fedeconsumatori e di oltre circa 4mila risparmiatori nel processo che vede imputati 11 tra ex manager e sindaci di Veneto Banca con le accusa di aggiotaggio e di ostacolo alla vigilanza. Ma gli avvocati incalzano e vogliono chiamare a risarcire i danni anche Banca Intesa, che ha acquisito le parti buone di Veneto Banca e Popolare Vicenza per decreto il 25 giugno scorso. «Quel decreto è incostituzionale, viola almeno tre articoli della nostra Carta costitutiva – avverte Matteo Moschini, avvocato che tutela oltre 500 ex soci di Veneto Banca – e anche il testo unico bancario. Per decreto i creditori sono stati divisi e gli ex azionisti sono stati penalizzati di fatto per fare scudo a Banca Intesa». Il gup di Roma Lorenzo Ferri si è riservato di decidere entro il prossimo 26 gennaio, data della prossima udienza, sulle richieste di citazione, avanzate dalle parte civili, di Intesa Sanpaolo, Consob, Banca d’ Italia, Veneto Banca in liquidazione, Banca Apulia, PricewaterhouseCoopers. ANCHE PWC CHIAMATA IN CAUSA «È stata respinta – riporta una nota del Movimento Consumatori – la richiesta delle difese di acquisire d’ ufficio gli elenchi di coloro che avevano aderito all’ Offerta di transazione di Veneto Banca per escludere dal processo penale i singoli azionisti o obbligazionisti subordinati che avevano sottoscritto tale contratto che comprende una clausola di rinuncia alla costituzione di parte civile nei processi». Fuori dal processo invece la Camera di Commercio di Padova. Perché citare Banca Intesa? «Perché a noi avvocati interessa recuperare i soldi degli azionisti e degli obbligazionisti – spiega Moschini – difficile poter aggredire i beni degli ex amministratori, se viene riconosciuta la responsabilità civile di Banca Intesa allora abbiamo più ricorse a disposizione». Oggi le associazioni incontrano a Roma il sottosegretario all’ economia Pier Paolo Baretta. Obiettivo: accelerare il varo dei decreti attuativi del fondo risarcimento da 100 milioni e chiedere un incontro con Banca Intesa per affrontare i casi sociali mentre si rilancia il pericolo del rincaro dei costi per la tenuta dei titoli azzerati o dei fidi. La procedura di rimborso sarà curata dall’ Anac (Autorità anti corruzione) di Raffaele Cantone che a Padova dichiara: «C’ è questa norma di grande apertura rispetto a tutti i risparmiatori, adesso c’ è bisogno di un dpcm. So che la presidenza del consiglio sta lavorando perché ci ha chiesto anche una valutazione, noi ci auguriamo che in tempi brevissimi il decreto sia fatto, anche perché abbiamo già messo in campo l’ organizzazione che riguarda le altre quattro banche e stiamo avviando gli arbitrati». In attesa del decreto per il passaggio degli npl dalla liquidazione, Intesa è pronta a supportare il varo di sedi della sga a Vicenza e a Montebelluna distaccando addetti. Ed entro fine mese potrebbe essere approvata la relazione della Commissione d’ inchiesta bicamerale con proposte di riforma dei controlli e delle normative. VIOLA IN USCITA In allarme i sindacati sul destino degli addetti rimasti nelle due ex Popolari, circa 700 dopo la cessione di Farbanca: «Da tempo abbiamo chiesto un incontro con i liquidatori per capire il destino dei lavoratori rimasti fuori dal perimetro di Intesa, senza risposta – avverte Giuliano Xausa della Fabi -. Se non saremo convocati a breve saremo costretti a iniziative pubbliche». Ultima notizia: a breve il commissario liquidatore Fabrizio Viola, ex Ad di Popolare Vicenza, potrebbe lasciare l’ incarico. Maurizio Crema © RIPRODUZIONE RISERVATA.
maurizio crema

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