27 Febbraio 2020

VENETO: A VO’ E NEGLI ALTRI PAESI FANTASMA

il comune più colpito, nel padovano, conta tremila anime, tra le quali (forse) anche il “paziente zero”. quaresima di quarantena pure a venezia, treviso e vicenza
“Quarantena” è una pa rola veneziana che sta per “quarantina”. Erano i giorni di isolamento imposti dalla Repubblica Serenissima alle navi e agli equipaggi sospetti di infezione che raggiungevano la città in tempi di pestilenze ed epidemie. Fu proprio Venezia, nel 1400, a istituire per prima questo periodo di osservazione, ricoverando presso l’isola del Lazzaretto tutti coloro che potevano essere portatori di virus. Sei secoli dopo Venezia è il simbolo dell’assedio del virus. Alla fine il Covid-19 non ha risparmiato neanche il Carnevale, mai bloccato in precedenza, sospeso stavolta, anche se solamente per i due giorni finali. Il Martedì grasso in piazza San Marco si è festeggiato senza musica e danze. Alle maschere si sono sostituite le mascherine sanitarie, che peraltro qui come in tutto il Veneziano, e il Padovano, sono introvabili se non al “mercato nero” di Internet, dove si vendono anche al 1.700% in più del prezzo normale, come ha denunciato il Codacons. Ma questa è solo una delle tantissime conseguenze dell’arrivo in Veneto della patologia endemica. Tutta la regione è “ferma per virus”: per effetto dell’ordinanza emanata dalla Regione Veneto e dal ministero della Salute, sono chiusi fino al primo marzo scuole, musei, cinema; sospesi eventi culturali, sportivi, ludici, religiosi e tutte le attività con incontro di persone. Ora la gente ha paura, anche a causa delle tante notizie false di contagi apparse sui social. I numeri dell’epi demia a oggi, 24 febbraio, sono questi: 27 sono i contagiati, 20 dei quali della zona di Vo’ Euganeo (da dove proveniva Adriano Trevisan, prima vittima italiana del coronavirus), 3 a Dolo, 1 a Mira e 3 anziani di Venezia. Vo’, Comune di tremila anime a venti chilometri da Padova, dove è partito il contagio, è un paese fanta sma, completamente isolato: gli otto varchi d’accesso sono controllati da lunedì scorso dalle forze dell’ordine e dall’esercito. Passano solo medicinali e alimenti in caso di necessità. «Ma non faremo mancare neanche una busta di latte», rassicura il prefetto di Padova Renato Franceschelli. Resta il mistero sul “paziente zero” che avrebbe causato il contagio: l’unica ertezza è che non si tratta degli otto inesi che lavorano nel paese del Padovano, risultati tutti negativi ai test. Sappiamo di creare un grave disagio per tutti», ha dichiarato il governato e del Veneto Luca Zaia, «ma la salute viene prima di tutto. Non avrei mai voluto firmare un documento del genere. È l’atto più difficile che un presidente di Regione possa prendere. È per un sacrificio che spero e• nga capito. La salute è più impor ante di qualsiasi altra cosa». Anche per le diocesi venete, che si ono immediatamente adeguate alle misure dell’ordinanza, sarà una qua e• sima in “quarantena”. Niente Mese nel Patriarcato di Venezia, incluse uelle del mercoledì delle Ceneri e uelle domenicali; niente Via Crucis; ospensione della catechesi e di ogni ltra attività di patronati e oratori; ’accesso alle chiese sarà, invece, posibile per chiunque voglia andare a regare: lo ha deciso il patriarca di Venezia, monsignor Francesco Moraglia. In sostituzione del precetto fetivo e del mercoledì delle Ceneri, i edeli sono stati invitati a dedicare un tempo conveniente alla preghiea e alla meditazione». Per i funerai saranno possibili le sepolture alla resenza delle persone più vicine al efunto, ma senza le celebrazioni della Messa. Disposizioni simili sono state rese anche dalle diocesi di Treviso, Vicenza e Padova.
alberto laggia

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