9 Febbraio 2018

Venete, Intesa non dovrà rispondere

messina: un partner globale per creare una società del risparmio da un trilione di asset
Intesa Sanpaolo non ha alcuna responsabilità civile nel procedimento a carico degli ex vertici di Banca Popolare di Vicenza. La decisione, giudicata dalle associazioni dei consumatori «incomprensibile», è stata presa ieri dal giudice per le indagini preliminari di Vicenza, che escludendo da ogni responsabilità Banca Intesa, ma anche Banca d’ Italia e Consob, ha così respinto le richieste delle parti civili. Incomprensibile, e contraddittoria, la decisione del gup, secondo Codacons, perché va nel verso opposto rispetto a quello che ha deciso il tribunale di Roma nell’ ambito del procedimento gemello a carico degli ex vertici di Veneto Banca, il quale invece ha accolto la richiesta di valutare la responsabilità civile di Intesa. Secondo il gup di Vicenza, Intesa Sanpaolo non può essere chiamata a risarcire i danni perché essi risalgono a prima che acquistasse le banche venete: «Il responsabile civile per i fatti contestati agli imputati – cita l’ ordinanza – deve essere individuato nell’ istituto di credito al servizio del quale essi agivano in qualità di amministratori e dipendenti». Sullo sfondo c’ è il tema della costituzionalità o meno del decreto legge dello scorso giugno che ha messo in liquidazione Popolare di Vicenza e Veneto Banca e che ha permesso a Intesa di acquistare per un euro i loro asset sani. Il gup di Roma nutre dubbi sulla legittimità del decreto – sostiene, in pratica, che chi compra una società si debba accollare anche i debiti -, mentre quello di Vicenza ritiene che non ci siano i presupposti per sollevare la questione, perché l’ eventuale responsabilità civile di Intesa non dipenderebbe da quel decreto ma dal contratto con cui ha acquisito le due venete, il quale dice che la banca guidata da Carlo Messina non può rispondere dei danni ai risparmiatori. Trattandosi di due udienze separate, non ci saranno condizionamenti reciproci, ma non è escluso che gli avvocati di parte civile decidano di coinvolgere ugualmente Intesa Sanpaolo. Nessun commento sulla vicenda da parte del ceo dell’ istituto Messina, che ieri, intervistato da Bloomberg Tv, ha annunciato che Intesa Sanpaolo sta valutando una partnership nel comparto del risparmio gestito «con un gestore davvero globale», ha detto, per «mettere un timbro di qualità» sulle sue attività e dare vita a «una società da un trilione di euro in Europa». Messina ha dichiarato che Intesa manterrà la maggioranza della partnership e che l’ operazione potrebbe chiudersi entro l’ anno. Durante l’ intervista, l’ ad ha anche detto che per quanto riguarda il private banking e il business assicurativo, Intesa punta a confermare la propria leadership e a rafforzarsi «senza l’ aiuto di altri». Mentre sulla possibile cessione di una quota della piattaforma di gestione degli Npl e di un pacchetto di crediti deteriorati, per cui l’ istituto starebbe trattando con il colosso scandinavo Intrum Justitia, Messina ha detto: «Intrum è una delle possibilità che stiamo guardando sul mercato». Secca, poi, la risposta alla scommessa al ribasso fatta dal fondo Bridgewater contro Piazza Affari e Intesa: «Penso che il fondo abbia perso soldi, in particolare su Intesa Sanpaolo – ha detto il ceo -. Abbiamo fondamentali forti, realizzando il piano industriale vinceremo questa competizione». © RIPRODUZIONE RISERVATA.
katy mandurino

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