10 luglio 2018

Venete, fondo soci al vaglio di Tria Bitonci: «Cambieremo il decreto»

VENEZIA Ex popolari, il fondo risarcimento sul tavolo del ministro Tria. Ulteriore giornata di verifica oggi sul tentativo di giungere ad un fondo di risarcimento per i soci delle ex popolari. Giornata che arriva a tre giorni dalle parole del ministro Riccardo Fraccaro, sabato, a Riese Pio X, nel Trevigiano, che aveva toccato anche questo tema. In realtà senza esprimere ancora un orientamento preciso. «Ci siamo presi l’ impegno di ristorare i truffati – aveva sostenuto il ministro per i Rapporti con il parlamento -. Metteremo tutte le risorse necessarie, vogliamo ampliare il fondo». Una linea da cui non si può derivare nulla di preciso sulla scelta finale del governo Lega-Cinque Stelle tra il rottamare o il confermare il decreto attuativo dell’ ex sottosegretario Pier Paolo Baretta, sul fondo istituito con la Legge di bilancio dello scorso anno, lavorando semmai al l’ ampliamento dei fondi a disposizione. La prima linea, per altro, pare prendere piede. Sempre che il ministro dell’ Economia, Giovanni Tria, refrattario a provvedimenti che impongano di allargare i cordoni della borsa, alla fine non si dimostri un ostacolo insormontabile. Così oggi va in scena a Roma un doppio appuntamento. Da un lato i rappresentanti del cartello delle dieci associazioni di soci e consumatori favorevoli al fondo Baretta, che chiedono di pubblicare il decreto attuativo in Gazzetta ufficiale e di avviarne l’ applicazione, spendendo almeno i 25 milioni disponibili, saranno al Senato per chiedere lo sblocco, che per altro spetta al governo. E il Codacons ha già convocato per domani un’ assemblea alle 11 a Mestre, per discutere dei risultati e stabilire le prossime mosse. Dall’ altro lato la questione del fondo finirà oggi sul tavolo del ministro dell’ Economia Tria, nell’ incontro settimanale con la sua squadra di vice e sottosegretari. «Puntiamo a una modifica del decreto per ampliare la platea come d’ altra parte aveva promesso il presidente del consiglio Conte incontrando i comitati», sostiene il sottosegretario all’ Economia Massimo Bitonci, che conferma poi anche l’ intenzione di metter mano alla riforma delle Bcc. «Con il collega sottosegretario Alessio Villarosa siamo d’ accordo di convocare i comitati dei soci alla volta della prossima settimana, per coinvolgerli sulle modifiche». Il tutto Tria permettendo, pur se il fronte favorevole al fondo punta sul sostegno diretto dei leader di Lega e Cinque Stelle, Matteo Salvini e Luigi Di Maio. Il problema resta che la platea delle associazioni resta spaccata in due tra chi sostiene il decreto nella versione Baretta e chi vuole cambiare tutto.«Faremo una forte pressione sui gruppi parlamentari, forti anche dell’ ordine del giorno approvato all’ unanimità dal consiglio regionale, per attuare rapidamente il decreto. Stiamo perdendo un anno e i risparmiatori non lo capiscono», sostiene sul primo fronte Franco Conte del Codacons. Ma intanto i contrari al decreto Baretta – da Noi che credevamo di Luigi Ugone al Coordinamento don Torta di Andrea Arman ai due legali Renato Bertelle e Sergio Calvetti – hanno definito una proposta comune per il governo. «Abbiamo condiviso uno schema generale- spiega Ugone -. La nostra proposta al governo prevede un largo accesso al fondo, anche alle attività economiche e alle partite Iva. Per tutti coloro che detenevano azioni prima della trasformazione in spa delle due banche». La diversità di vedute sta arrivando al pettine.
federico nicoletti

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