17 giugno 2017

Venerdì nero, tutti a piedi «Lo sciopero? Una vergogna»

bus e taxi introvabili fino a sera. malori e incidenti
Qualcuno ha aspettato anche ore. Almeno un paio. Poi ha deciso che era meglio andare a piedi, anche per cinque-sei chilometri, pur di andare al lavoro, o all’ università, oppure per sottoporsi a una visita medica prenotata chissà quando. Migliaia di romani – ma anche moltissimi turisti, soprattutto in centro – che ogni giorno usufruiscono dei mezzi pubblici per spostarsi e che invece ieri, a causa dello sciopero nazionale del trasporto pubblico, sono stati costretti a incamminarsi sotto il sole, con una temperatura di oltre 35 gradi. Un venerdì infernale, una giornata da ricordare solo perché qualcuno prenda provvedimenti affinché non accada più. In pochi ci credono. Per il Codacons quello che è successo ieri «è una vera e propria vergogna». Ed è quello che hanno pensato in tanti fin dalla prima mattinata quando si sono ritrovati davanti ai cancelli chiusi di tutte le linee della metropolitana, della Roma-Lido e della Roma-Viterbo, oppure a Fiumicino dove sono stati cancellati decine di voli, anche se i passeggeri sono stati avvertiti in anticipo dei provvedimenti, come anche di anticipi e posticipi degli orari di partenza di alcuni aeromobili. Migliaia anche coloro che sono rimasti imbottigliati nel traffico, in code chilometriche che hanno reso impraticabili le consolari – soprattutto l’ Aurelia, l’ Appia, la Cassia – ma anche il Raccordo anulare, la bretella dell’ A/24 Roma-L’ Aquila, e le strade ad alto scorrimento, come la Cristoforo Colombo. Problemi di circolazione nel quadrante est, fra Tiburtina e Pietralata, tutti in fila sulla via del Mare e sulla Laurentina, dove un motociclista è rimasto gravemente ferito in uno degli incidenti che hanno costellato la giornata, fra liti agli incroci provocate dall’ esasperazione per essere rimasti ore seduti al volante camminando a passo d’ uomo, ma anche malori causati dal caldo e dalla stanchezza. In via di Val Cannuta, a Boccea, un sessantenne di origine malese si è accasciato alla fermata dell’ autobus che stava aspettando dopo essere uscito per recarsi dal medico. È morto poco dopo nonostante i soccorsi prestati dai presenti e poi dal personale di un’ ambulanza, probabilmente stroncato da un malore. Non ci sarebbero comunque collegamenti con lo sciopero che di lì a poco sarebbe cominciato. Incidente stradale anche sulla via del Mare con il coinvolgimento di quattro auto. Per gli occupanti sono tanta paura ma nessuna ferita. Le fasce di garanzia assicurate dagli organizzatori dello sciopero – i sindacati di base e il Sul, i primi per 24 ore, gli altri per quattro ore – non hanno contribuito ad alleggerire la situazione (come anche l’ apertura dei varchi ztl disposta dal Comune), specialmente in serata quando dopo le 20 l’ agitazione dei lavoratori – l’ adesione di quelli dell’ Atac, secondo l’ azienda, sarebbe stata del 38%, mentre al Cotral del 35%, sebbene visto il caos generale a molti sono sembrate percentuali in difetto – è proseguita con numeri maggiori e i bus sono ulteriormente diminuiti, insieme con i taxi, già introvabili per tutta la giornata.
rinaldo frignani