27 Marzo 2014

Vendola non rimborsa i malati di cancro

Vendola non rimborsa i malati di cancro

Ai giudici che lo stavano interrogando, il 23 dicembre scorso, il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola aveva confessato: «Avrei preferito avere una diagnosi di tumore piuttosto che avere quell’ avviso di garanzia». Il governatore, in effetti, si sarebbe potuto permettere accertamenti e cure, anche sotto casa. È andata diversamente invece a circa cinquanta pazienti oncologici che nel 2011 avevano dovuto effettuare alcuni esami clinici a pagamento nel Centro Calabrese di Cavallino, in provincia di Lecce. Non potevano fare diversamente perché il macchinario per la cosiddetta Pet-Tac, sebbene presente anche presso una struttura pubblica salentina, non funzionava. In tutta la Regione Puglia, all’ epoca, solo quattro istituti sanitari pubblici (a Brindisi, Bari, Barletta e San Giovanni Rotondo) potevano contare sulla presenza di una Pet-Tac. In provincia di Lecce, invece, solo il Centro di Medicina Nucleare Calabrese, a Cavallino, risultava regolarmente accreditato presso il Servizio sanitario regionale per la branca di Medicina Nucleare, ma solo a partire dal settembre 2011 era possibile accedervi caricando i costi sulla Regione. Eppure si tratta di un esame diagnostico necessario a fotografare con precisione l’ insorgenza di un tumore e a supportare il medico nella decisione su quale terapia, mirata, serva per eliminarlo. Non potendovi rinunciare, i malcapitati, benché assistiti dal Servizio sanitario nazionale, avevano dovuto sborsare di tasca propria cifre tra i 600 e i 1.200 euro per effettuarlo privatamente. Ecco perché, secondo i giudici, la Regione ha commesso una grave violazione non dando ai malati di tumore la possibilità di effettuare in tempi rapidi – e in forma gratuita – un esame indispensabile per il monitoraggio della malattia. Da qui numerose sentenze di condanna e di risarcimento, imposto alla Regione a favore di una cinquantina di cittadini. Stando a quanto denunciato dal responsabile dello sportello Codacons leccese, Massimo Todisco, tuttavia, finora l’ ente ha ottemperato solo ai dettami delle prime due sentenze, omettendo di pagare le somme disposte da altre sette sentenze. Perciò si è reso necessario procedere, nei giorni scorsi, al pignoramento delle somme nella disponibilità della Regione Puglia, giacenti presso la relativa Tesoreria. Così sono state pignorate, presso la Tesoreria della Regione Puglia, le somme che l’ ente deve pagare ai malati. Lo riferisce il Codacons, spiegando che la Regione è stata condannata per nove volte da diversi giudici di pace di Lecce, ai quali l’ associazione dei consumatori si è rivolta. Né la vittoria in tribunale né l’ eventuale corresponsione del risarcimento, comunque, potranno restituire la serenità alle persone rimaste loro malgrado coinvolte nell’ episodio di malasanità. Molti, nel frattempo, sono morti e l’ ingiustizia ormai è stata fatta. Per i parenti che sono loro sopravvissuti, la restituzione di una somma ingiustamente pagata non farà che rinnovare il dolore per la perdita dei loro cari. Un tema sensibile, non solo per l’ alta incidenza di tumori nella Regione. Chi ha subìto un lutto ricorda anche quella telefonata, intercettata dai magistrati, nella quale Vendola derideva il giornalista che incalzava i vertici dell’ Ilva di Taranto sui casi di tumore. Era segno di scarsa sensibilità poiché il 26 ottobre 2011, all’ udienza sul caso della Pet-Tac di Lecce a cui era stato convocato, il governatore Vendola non si era nemmeno presentato, mandando al proprio posto una funzionaria regionale.
andrea morigi
 

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